“La vertenza industriale del Sulcis non può restare confinata ai tavoli tecnici o alle interlocuzioni formali: deve salire di livello e approdare con urgenza a Palazzo Chigi”. È la posizione della UIL Sardegna e della UIL metalmeccanici dopo l’incontro di oggi con la Presidente della Regione Alessandra Todde e le organizzazioni sindacali per fare il punto su una crisi che continua a pesare su lavoratrici, lavoratori e sull’intero territorio.
“Il recupero delle risorse per la mobilità in deroga rappresenta un risultato importante, frutto anche della mobilitazione sindacale – evidenziano Uil Sardegna e Uilm – ma non può essere scambiato per una soluzione strutturale. Gli ammortizzatori sociali sono un argine, non una strategia industriale”.
“Il Sulcis – sottolinea il sindacato – ha potenzialità straordinarie: competenze, infrastrutture, storia produttiva e una collocazione strategica nel Mediterraneo. Per trasformare queste potenzialità in sviluppo reale occorrono però scelte chiare, tempi certi e il rispetto degli impegni assunti, a partire da quelli del Ministero delle Imprese e del Made in Italy”.
Per Uil Sardegna e Uilm la “situazione dell’ex polo dell’alluminio, oggi legata alla vertenza Sider Alloys, resta emblematica. I lavoratori continuano a vivere nell’incertezza, mentre i tavoli ministeriali non hanno prodotto i risultati attesi. La UIL ritiene che non sia più accettabile proseguire in una fase interlocutoria priva di sbocchi concreti. Se l’attuale assetto proprietario non è in grado di garantire un piano industriale credibile e sostenibile, occorre aprire con determinazione a soluzioni alternative, valutando con serietà ogni proposta che possa assicurare continuità produttiva e occupazionale”. E il sindaco chiede per questo “l’attivazione di una cabina di regia nazionale permanente sulle aree di crisi industriale complessa della Sardegna, che coinvolga Governo, Regione e parti sociali – evidenzia -. Non bastano riunioni periodiche: serve un coordinamento operativo capace di assumere decisioni e monitorarne l’attuazione.
La vertenza del Sulcis non è un caso isolato. Le difficoltà che attraversano i poli industriali di Portovesme, Porto Torres, Ottana e altre realtà dell’Isola dimostrano che siamo di fronte a una questione industriale sarda di carattere sistemico. È necessario un confronto regionale ampio, che costruisca una piattaforma condivisa da portare ai livelli istituzionali nazionali con forza e unità”.
La UIL Sardegna ribadisce che “non può esserci contrapposizione tra transizione ecologica e lavoro: la riconversione industriale deve tradursi in nuova occupazione stabile, innovazione e produzioni strategiche. Il Sulcis può tornare a essere un punto di eccellenza, ma solo se si passa dalle dichiarazioni agli atti concreti.
Le lavoratrici e i lavoratori non possono più attendere. Ora è il tempo delle decisioni”.
























