Sempre più preoccupante la situazione per le famiglie e le cooperative, messe in ginocchio dall’interruzione del contributo economico da parte dell’INPS, per il rimborso spese per un assistente familiare e per le prestazioni domiciliari da parte di operatori socio-sanitari, fisioterapisti e altri professionisti per centinaia di persone non autosufficienti.
Tra omissioni, latitanze e responsabilità declinate, da parte della Direzione Centrale Credito e Welfar dell’Inps, è dal mese di luglio che le famiglie e le cooperative si sono indebitate per poter garantire la continuità assistenziale ai malati.
E’ grave e incomprensibile che in modo indisturbato, per un problema ad una piattaforma online, l’INPS per sette mesi abbia bloccato i pagamenti dell’HCP (Home Care Premium) per assistenti domiciliari e servizio aggiuntivo, non solo creando gravi disagi a famiglie e cooperative, ma esponendo a rischio numerosi posti di lavoro e aggravando le condizioni di salute di migliaia di persone fragili.
Dopo forti pressioni, l’INPS avrebbe disposto il pagamento degli arretrati per il mese di luglio, agosto e settembre. Una soluzione non risolutiva senza la copertura economica da ottobre a gennaio. Non vorremmo che dietro il disguido tecnologico, si celassero scelte politiche tese a internalizzare il servizio.
Inoltre, un problema tutto sardo da definire, è che i servizi di cosiddetto aiuto domestico, che secondo le disposizioni dell’Inps devono essere garantiti dagli Operatori socioassistenziali–Osa, una figura che in Sardegna non esiste, c’è il rischio che l’Inps non eroghi il dovuto ai nostri Operatori sociosanitari–Oss.
Il blocco dei pagamenti, benché non riguardi solamente la Sardegna, riteniamo urgente un intervento di sollecitazione da parte delle nostre istituzioni regionali, considerando la grave crisi economica e sociale in corso nell’Isola.
Di Claudia Zuncheddu – Rete Sarda per la Difesa della Sanità Pubblica.























