“La Regione Sardegna deve impugnare senza indugi il dl 175 che disciplina la normativa sulle aree idonee per la realizzazione degli impianti di energia rinnovabile, e contemporaneamente deve porre mano a quello che non ha fatto fino adesso”.
I comitati che fanno parte de Presidio permanente del popolo sardo sono tornati in piazza questa mattina, sotto il palazzo della Regione in viale Trento a Cagliari, per rimettere al centro del dibattito la questione energetica che riguarda l’Isola.
Per Davide Fadda, uno dei portavoce, “la Regione deve porre le radici di una normativa di impianto urbanistico che vada a disciplinare la materia, non tanto quella energetica che è materia concorrente con lo Stato, ma quella urbanistica: per un cittadino sardo è impossibile aprire una finestra in uno stabile di campagna, mentre per questi speculatori è possibile realizzare torri alte 250 metri”.
Sulla proposta di legge di iniziativa popolare Pratobello 24 che ancora attende la calendarizzazione in commissione e cha aveva raccolto oltre 210mila firme, il Presidio chiarisce: “La Pratobello è stata un manifesto – spiega Fadda -, però a livello di strategia ci dobbiamo sempre confrontare con gli strumenti che i diversi attori hanno posto in essere. Nel momento in cui hanno stravolto tutta una serie di normative, noi dobbiamo affinare le armi. Non siamo attaccati ai nomi, la Pratobello va spezzata nella parte propositiva energetica che deve finire senz’altro nella legge, in una legge che vada a riscrivere il piano energetico regionale, però va rinforzata e rinsaldata la parte urbanistica”.
La Regione, con la presidente Todde, aveva già espresso ferma contrarietà – annunciando anche di valutarne l’impugnazione – al percorso scelto dal governo considerandolo “un atto di forza che calpesta il ruolo delle Regioni e ignora completamente la voce dei territori”, perché “rende inefficaci tutte le leggi regionali sulle aree idonee e non idonee e impone che le autorizzazioni si basino esclusivamente sulla normativa statale”.
Ora è il Consiglio regionale a riprendere in mano la questione, ad annunciarlo è il presidente Piero Comandini che ha deciso di insediare la Commissione speciale sull’Energia, prevista da un ordine del giorno votato all’unanimità dall’Aula, sei mesi fa. “La settimana prossima – annuncia – sentirò i capigruppo per calendarizzare l’insediamento della nuova commissione speciale, i tempi sono maturi”, scrive l’Ansa.

























