Il game design arriva a Quartu per un hackathon che nell’ultima edizione ha coinvolto contemporaneamente quasi 40mila persone di 100 Paesi diversi. È la Global Game Jam, manifestazione a carattere mondiale che coinvolge gli appassionati di videogiochi per 48 ore di full immersione assoluta.
La Global Game Jam è una competizione amichevole dedicata allo sviluppo di videogiochi che si tiene ogni anno in contemporanea in centinaia di città di tutto il mondo, con decine di migliaia di partecipanti. Una festa a carattere internazionale, quindi, con i jammer che si sfidano in un tour-de-force di 2 giorni, volti all’ideazione e alla realizzazione di game, partendo da un tema uguale per tutti.
La 10ª edizione, in programma dalle 17 del 30 gennaio alle 17 del 1° febbraio 2026 (ore locali), si terrà anche a Quartu, presso lo Spazio Michelangelo Pira; il tema che come sempre sarà comunicato in prossimità dell’inizio della competizione. Promossa dall’associazione Fabbricastorie, con la collaborazione del Comune, la manifestazione non interessa soltanto gli sviluppatori: in un gioco sono infatti necessarie anche altre personalità, quali artisti, grafici, musicisti e ovviamente i fondamentali game designer, senza i quali non potrebbe avere regole e meccaniche. La Game Jam sarà comunque aperta anche a semplici curiosi e appassionati.
I partecipanti, riuniti in gruppi spontanei, si sfideranno nella realizzazione di un prototipo di gioco da presentare agli altri partecipanti al termine delle 48 ore; saranno poi rilasciati con licenza Creative Commons, ai fini della pubblicazione sul sito della Global Game Jam. Un’occasione per divertirsi, studiare e magari, a seguito di ulteriori sviluppi dei videogiochi ideati, trovare sfogo anche dal punto di vista commerciale.
L’associazione Fabbricastorie – attiva nella promozione della cultura ludica in tutte le sue forme, nonché nello sviluppo della creatività individuale – organizza la sessione cagliaritana della manifestazione dal 2017, quando 40 sviluppatori si misurarono con la sfida della Jam nella Manifattura Tabacchi di Cagliari. Da allora l’area metropolitana ha visto costituirsi una vera e propria community informale, con scuole dedicate alla programmazione di videogame e piccoli studi indipendenti di progettazione e sviluppo.



















