Il Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch denuncia le gravi criticità emerse dai verbali della Commissione Ambiente comunale, consegnati soltanto il 14 ottobre 2025, dopo mesi di richieste e solleciti da parte dei cittadini.
Nella nota di accompagnamento, il presidente della Commissione Gianluca Caboni dichiara di aver trasmesso tutti i verbali redatti da quando ricopre la carica.
“Ma se la documentazione parte soltanto dal luglio 2023, viene spontaneo chiedersi: la Commissione è rimasta inattiva per oltre due anni, dall’inizio della legislatura (2021) fino al 2023?
Perché un organo così strategico, in un territorio classificato “a rischio di incidente rilevante”, non è stato convocato per tutto questo tempo?”, afferma il Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch.
“Dai verbali emerge un quadro inequivocabile, il Sindaco Angelo Dessì era pienamente informato delle molestie olfattive ricorrenti, dei picchi anomali di benzene e delle criticità ambientali confermate dagli stessi
tecnici ARPAS”…”Nella seduta del 28 luglio 2025, ARPAS ha chiaramente affermato che il Comune può chiedere al Ministero il Riesame dell’AIA per le emissioni odorigene e i disturbi alla popolazione, nonostante ciò, nessuna iniziativa è stata intrapresa, né dal Sindaco né dalla Commissione, per attivare tale procedura. Dalla tutela ambientale alla tutela dell’immagine”, spiega il Comitato.
“Nei verbali più recenti, il Sindaco Dessì sposta l’attenzione dalla sicurezza ambientale alla gestione comunicativa: in Commissione propone un “protocollo con Saras” per evitare strumentalizzazioni e “difendere l’immagine del Comune”. Un’impostazione che — di fatto — trasforma la Commissione Ambiente in un tavolo di comunicazione con l’azienda, non più di controllo dell’azienda”, prosegue la nota del Comitato.
“Così, mentre i cittadini continuano a segnalare odori nauseanti e malesseri, il Comune discute su come comunicare meglio invece di come intervenire meglio”…”I verbali, mai pubblicati online, sono stati consegnati solo dopo quattro mesi dall’istanza di accesso civico del Comitato. Ciò ha impedito ai cittadini di conoscere in tempo reale informazioni ambientali e sanitarie che la legge impone di rendere pubbliche (d.lgs. 33/2013 e d.lgs. 152/2006). Un comportamento che conferma la scarsa trasparenza e la chiusura istituzionale dell’attuale Amministrazione”, denuncia ancora il Comitato.
“Il Sindaco non può limitarsi a difendere l’immagine dell’Ente — afferma il Comitato — ma deve esercitare i poteri di Autorità sanitaria locale e di Protezione Civile. I cittadini hanno diritto a essere informati, protetti e ascoltati, non tranquillizzati con comunicati scritti a quattro mani con la raffineria.”, conclude la nota del Comitato.
























