Le porte del Quirinale si schiudono per la prima volta per i protagonisti di Sanremo: il direttore artistico e conduttore, Carlo Conti, la co-conduttrice Laura Pausini e i 30 Big in gara al festival saranno ricevuti dal presidente Sergio Mattarella venerdì 13 febbraio.
“È ovviamente una gioia immensa, un grande onore e una grande emozione”, sorride Carlo Conti annunciando l’evento in un video su Instagram.
A rappresentare la Rai, è atteso l’amministratore delegato Giampaolo Rossi.
Sarà una sorta di augurio speciale, alla vigilia dell’edizione numero 76, in programma all’Ariston dal 24 al 28 febbraio, da parte di un Capo dello Stato che in questi anni ha saputo guadagnarsi la simpatia degli italiani anche per la sua semplicità e capacità di saper cogliere le passioni dei concittadini.
Del resto, Mattarella è stato anche il primo presidente della Repubblica a Sanremo, a testimoniare il riconoscimento alla musica come industria culturale e patrimonio dell’Italia: ospite sul palco d’onore con la figlia Laura, nell’edizione 2023 condotta da Amadeus, per l’omaggio ai 75 anni della Costituzione affidato a Roberto Benigni.
Accolto dalla standing ovation del pubblico al suo ingresso in sala, con l’inno di Mameli intonato da Gianni Morandi e cantato da tutti in coro, il presidente in quell’occasione rise alle battute di Benigni, applaudì, si portò due volte la mano sul cuore quando l’attore e regista premio Oscar citò il padre, Bernardo Mattarella, tra i padri costituenti, artefici di quell’ “opera d’arte che canta la libertà e la dignità dell’uomo”, la Carta fondamentale nelle parole di Benigni.
E sempre dal palco dell’Ariston, il 14 febbraio dell’anno scorso, ancora Benigni testimoniò il suo sostegno a Mattarella, al centro di un affondo da parte di Mosca: “Siamo orgogliosi di essere rappresentati da lei, presidente, per la sua dignità e umanità”. “A lei tutta la solidarietà del popolo italiano”, gli fece eco Carlo Conti.
La cerimonia del 13 febbraio – suggestivamente ‘anticipata’ dal film La Grazia di Paolo Sorrentino, in cui il presidente della Repubblica, interpretato da Toni Servillo, dopo aver rappato sulle note di Le bimbe piangono di Guè lo riceve al Quirinale – idealmente si pone in linea con la celebrazione dei 75 anni dell’Afi, l’Associazione fonografici italiani, a novembre 2023, chiusa da un coro sulle note di Nel blu dipinto di blu, con Mattarella in piedi mentre Amedeo Minghi, I Cugini di Campagna, Edoardo Vianello, Aleandro Baldi, i Neri per caso, Mal e il compianto maestro Peppe Vessicchio cantavano Volare.
Tra applausi e cori, Vianello intonò anche le prime parole dei “Watussi” e i Cugini di Campagna “Anima mia”. “Il complesso dei valori della musica è fondamentale”, disse allora il Capo dello Stato, che non manca di citare i giovani del tradizionale Concertone di piazza San Giovanni nel messaggio di auguri per il Primo Maggio.
E qualche giorno fa ha nominato Antonio Diodato Cavaliere della Repubblica per il suo impegno sociale e Jovanotti Commendatore, accogliendolo poi al Quirinale insieme con la moglie Francesca e la figlia Teresa.






















