“I fondi di perequazione sono ancora fermi e a farne le spese sono sempre i lavoratori del servizio sanitario regionale. Vista l’inflazione il paese sta subendo anche a causa della guerra è necessario sbloccare i fondi e dare un segnale concreto ai lavoratori”. Lo sollecitano Priamo Foddis, Massimo Marceddu e Fabio Sanna, rispettivamente segretario generale, segretario organizzativo regionale e segretario regionale della Uil Fp Sardegna che hanno inviato una lettera alla presidente della Regione Alessandra Todde e al direttore generale dell’assessorato alla Sanità Thomas Schael chiedendo che venga dato seguito alle determine e ai agli atti di indirizzo presi in merito ai fondi di perequazione e ai fondi di finanziamento per i presidi ospedalieri per le aree disagiate.
La Uil Fp ricorda sono stati assegnati circa 25 milioni di euro per il 2023 e per il 2024 e che ad aprile dello scorso anno è arrivata la determina con la ripartizione dei fondi per le singole aziende del servizio sanitario regionale. “Da allora – ricordano i sindacalisti – non risultano determine o atti di indirizzo alle Aziende del Ssr oltre alle assegnazioni delle risorse economiche previste”.
Secondo la Uil Fp “è inutile avere gli atti normativi se poi la politica regionale non li traduce in atti concreti – sottolineano Foddis, Marceddu e Sanna – non si può attendere oltre. Stiamo parlando ancora delle annualità 2023 e 2024, per gli anni successivi ci risulta ancora tutto fermo”.
Il sindacato ricorda poi lo stato di sofferenza in cui versa il personale delle aziende sanitarie a causa delle scarse risorse dei fondi contrattuali: “A questo – ribadisce il sindacato – bisogna aggiungere i problemi legati all’inflazione di queste ultime settimane, con una notevole crescita dei prezzi dei beni energetici, che sta avendo un impatto significativo, sugli stipendi dei lavoratori”.
Foddis, Marceddu e Sanna chiedono alla presidente della Regione e al direttore generale dell’assessorato alla Sanità, di sbloccare al più presto la situazione e iniziare a lavorare anche sui fondi delle annualità successive al 2023 e 2024 anche per i presidi ospedalieri delle aree delle disagiate.


















