«Il nuovo bando sulla continuità territoriale marittima rappresenta un passo avanti rispetto al passato, ma non è ancora sufficiente a garantire risposte concrete al sistema produttivo sardo». Così il consigliere regionale e segretario dei Riformatori Sardi Aldo Salaris commenta la pubblicazione delle nuove gare per i collegamenti con la Sardegna.
«Resta una criticità di fondo», prosegue Salaris, «il trasporto delle merci continua a non essere affrontato con la chiarezza e la forza che servirebbero. In particolare, l’incertezza sulla reale capacità di stiva dedicata all’autotrasporto. Nel bando si parla infatti di 1.200 metri lineari per i mezzi commerciali, ma non è chiaro se questi spazi saranno realmente riservati ai camion oppure condivisi con i veicoli dei passeggeri. È un dettaglio solo apparentemente tecnico, ma in realtà decisivo. Da questo dipende la certezza del viaggio per le imprese».
Salaris richiama quindi il lavoro già portato avanti in Consiglio regionale: «Su questo tema abbiamo presentato una mozione molto chiara, che parte da un presupposto semplice. Il trasporto delle merci da e per la Sardegna deve essere considerato un servizio essenziale, basato sul principio di insularità che è oggi in Costituzione. Senza questo passaggio, continueremo a rincorrere le emergenze senza mai risolverle. È una battaglia che portiamo avanti da mesi, anche con i sit in organizzati nei principali porti della Sardegna, proprio per denunciare una situazione che oggi tutti riconoscono come emergenziale».
Salaris invita a un ulteriore passo, richiamando il Ministro: «Siamo convinti che il Governo abbia imboccato la strada giusta, ma proprio per questo è necessario perfezionare il bando, recependo alcune osservazioni puntuali. Servono più risorse, ma soprattutto regole chiare come la capacità minima garantita per le merci, la certezza dell’imbarco, una programmazione stabile durante tutto l’anno e strumenti per compensare i costi legati all’insularità, a partire dall’impatto dell’ETS. L’esiguità del ristoro di 190 milioni in cinque anni, tra prezzi del carburante, concorrenza del libero mercato soprattutto nella Porto Torres-Genova, ETS, non fanno ben sperare. I dati di queste settimane, con l’allarme lanciato dagli autotrasportatori tra caro carburanti e aumento dei noli, dimostrano che il problema non è teorico, ma reale e urgente. Il rischio di blocchi o rallentamenti nei trasporti è concreto e avrebbe conseguenze immediate su prezzi e approvvigionamenti. Bisogna fare presto».




















