Dopo Cagliari nasce anche a Sassari il “Comitato civico per il NO al referendum” che sostiene le ragioni dell’opposizione alla legge di riforma della Giustizia approvata il 30 ottobre dal Parlamento italiano.
Oggi il comitato ha tenuto un primo incontro pubblico per illustrare i motivi che ispirano l’azione degli attivisti.
A spiegare queste ragioni sono stati la coordinatrice del comitato, Anna Laura Porcu, il responsabile della comunicazione, il giornalista Pier Giorgio Pinna, e l’ex magistrato, attuale consigliere comunale di Sassari, Mariano Brianda.
“Non ci sarà alcun beneficio per cittadine e cittadini: la lunghezza dei processi rimarrà tale, così come i costi della giustizia. Nella sostanza il governo punta a fare controllare il sistema giudiziario dalla politica. In questo modo non è più garantita l’autonomia/indipendenza della magistratura”, è stato detto, fra le altre cose, esponendo i vari punti della riforma contestata.
I promotori del comitato, aperto a tutti, sono lavoratrici, dipendenti, professionisti, pensionati, casalinghe, insegnanti, avvocati, magistrati, commercianti: semplici cittadine e cittadini sia di Sassari, sia dei centri vicini, non necessariamente iscritti a partiti e movimenti.
Il Comitato ha promosso anche una seconda raccolta di firme per raggiungere entro fine mese il mezzo milione di sottoscrizioni, e lanciato il suo appello: “Al referendum dobbiamo votare no perché la giustizia non è un regolamento di conti e l’attacco alla magistratura è sempre un attacco alla Costituzione”.






















