Si è svolta a Verona una conferenza stampa per denunciare la persecuzione della Chiesa Ortodossa in Ucraina. Si stima che circa 1.500 luoghi di culto ortodossi siano stati posti sotto sequestro dalle autorità di Kiev e oltre 200 sacerdoti arrestati. Recentemente l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, in un rapporto ufficiale sulla situazione in Ucraina, ha dichiarato il divieto di attività imposto alla Chiesa Ortodossa come “non conforme alla legislazione internazionale” in quanto “rappresenta una grave restrizione che colpisce la capacità degli individui di praticare il proprio credo e l’Ucraina non ha dimostrato la necessità e la proporzionalità di questa misura”.
Alla conferenza stampa hanno preso parte, oltre al presidente di Vento dell’Est Lorenzo Berti, il Consigliere Regionale veneto Stefano Valdegamberi, l’ex-deputato e presidente del Centro Studi Suvorov Vito Comencini, il presidente dell’associazione Veneto-Russia Palmarino Zoccatelli e il referente italiano del Movimento Internazionale Russofili Eliseo Bertolasi. Al termine dell’evento è stato esposto uno striscione davanti l’Arena per chiedere la liberazione del Metropolita Arseny, figura ecclesiastica molto nota nell’Ucraina orientale e in carcere a Dnipropetrovsk ormai da oltre un anno. La sua è una delle vicende che la nostra associazione sta seguendo da vicino, insieme a quella dell’avvocato e attivista per i diritti umani Elena Berezhnaya che si è sempre battuta per i diritti della popolazione russofona e contro la persecuzione della Chiesa Ortodossa, presentendo ricorsi presso vari enti di diritto, dalle Corte Suprema all’Osce, per denunciare le violazioni dei diritti umani in Ucraina e Donbass.
Per questo è oggetto di persecuzione da parte del regime di Kiev e adesso si trova in carcere rischiando fino a 15 anni di condanna.






















