È iniziata nei giorni scorsi, nell’area del Parco naturale regionale di Molentargius-Saline, la stagione della nidificazione dei fenicotteri che, insieme a quella delle altre specie di avifauna presenti nel sito, rappresenta uno dei momenti naturalistici più rilevanti per la zona umida.
Le prime attività di nidificazione sono state osservate nel Bellarosa Maggiore sull’argine realizzato nell’ambito del progetto LIFE MC Salt, dove si sono già insediate circa 1.000/1.500 coppie. Attualmente si stima la presenza nello stagno di circa 10mila individui.
Vista la rilevanza dell’evento e le particolari condizioni climatiche di quest’anno – che sembra stiano rallentando la nidificazione – le attività sono costantemente seguite dagli ornitologi incaricati e dal personale tecnico del Parco. Oltre al consueto monitoraggio, è in corso la gestione dei livelli idrici per superare le criticità e garantire condizioni favorevoli alla nidificazione.
Le eccezionali piogge registrate a partire da gennaio hanno infatti determinato un innalzamento dei livelli idrici anomalo per la stagione, riducendo la disponibilità di superfici emerse idonee alla nidificazione.
Per ristabilire condizioni ottimali e garantire alla fauna la disponibilità degli argini, il personale sta operando attraverso manovre su paratoie, saracinesche e impianti idrovori. In particolare, dallo scorso mese sono state attivate le elettropompe del Rollone che scaricano le acque nel canale La Palma, ma il perdurare delle precipitazioni non ha ancora consentito di ottenere effetti positivi.
“L’insediamo della colonia e la sua evoluzione – spiega Luisanna Massa, responsabile del Settore ambiente del Parco – sono costantemente osservate dagli ornitologi della società Anthus che seguono il monitoraggio dell’avifauna su incarico dell’ente”.
“Negli anni passati – prosegue – la colonia si era insediata tra fine febbraio e fine aprile. E una volta iniziato, l’insediamento si è protratto per circa un mese. È tuttavia ancora presto per formulare previsioni sull’andamento della stagione riproduttiva: la colonia, appena insediata, potrebbe espandersi nei prossimi mesi. La diminuzione delle piogge, l’aumento dell’evaporazione e lo scarico attivo delle acque favoriranno l’emersione degli altri argini già occupati negli ultimi anni”.
Per gli ornitologi il rallentamento della nidificazione dei fenicotteri non rappresenta necessariamente un fattore negativo. Potrebbe infatti favorire l’insediamento e il successo riproduttivo di altre specie presenti nell’area.
“I livelli alti nello stagno – sostiene Sergio Nissardi, ornitologo di Anthus – potrebbero favorire specie più tardive e di non minore interesse conservazionistico come le Avocette e i Gabbiani rosei che subiscono la competizione con i fenicotteri per i siti di nidificazione ed infatti negli ultimi anni sono riuscite a nidificare quasi solo nelle saline”.





















