“Il fenomeno dello sfruttamento lavorativo in Sardegna non è più tollerabile, bisogna combatterlo e avviare iniziative di sensibilizzazione per tutelare queste lavoratrici e questi lavoratori, molto spesso migranti, giovani e soli”. Lo ha detto Gaia Garau, segretaria generale della Uila Sardegna e alla guida del Coordinamento regionale immigrazione della Uil, nel corso del suo intervento durante l’incontro con l’assessora regionale del lavoro, Desirè Manca per l’insediamento dell’Osservatorio Regionale sullo sfruttamento lavorativo nell’isola. “Come Uil, abbiamo avviato nel 2024 la campagna ‘No ai lavoratori fantasma’ – ha ricordato Garau – che ha l’obiettivo di accendere i riflettori e ridare la parola a questi lavoratori. Anche per questo motivo, contribuiremo a far sì che l’Osservatorio non sia l’ennesimo contenitore di buone intenzioni, ma diventi subito operativo”. Secondo Garau la raccolta dei dati sul fenomeno è solo un punto di partenza, “bisogna arrivare ad iniziative di sensibilizzazione, alla lotta vera e propria contro questo fenomeno e alla tutela e supporto diretto di questi lavoratori costretti a turni massacranti, salari da fame e ricatti”.
Per la sindacalista è giusto iniziare dall’analisi del settore agricolo ma “lo sfruttamento è ampio e diversificato – ricorda – . Un esempio può essere quello dei riders, Glovo, è sotto inchiesta da parte della procura di Milano, a causa proprio dello sfruttamento dei lavoratori. Eppure, questo è uno sfruttamento socialmente accettato”. La Uil – ha ribadito Garau – è pronta a “contribuire, senza sconti e senza retorica, sia con le idee, sia coinvolgendo in prima persona i lavoratori e le lavoratrici sfruttate. Perché contrastare lo sfruttamento significa difendere la dignità del lavoro e restituire valore alla nostra terra”.





















