Prende forma anche in Sardegna il progetto Multipopolare, l’associazione legata all’esperienza di Ottolina TV, con l’obiettivo di radicare nell’Isola una rete sociale, politica e mediatica capace di dare voce al “99%”: lavoratori, precari, studenti, comunità locali colpite da crisi economiche e processi di espropriazione democratica. La scelta della Sardegna non è casuale.
L’Isola rappresenta uno dei territori dove le contraddizioni del modello economico e politico dominante si manifestano in maniera più evidente: dalla colonizzazione energetica alla militarizzazione, dalla precarietà economica strutturale allo spopolamento, fino alla progressiva sottrazione del potere decisionale alle comunità locali.
Un insieme di fattori che rende la Sardegna un laboratorio emblematico delle disuguaglianze prodotte dal neoliberismo e da dinamiche neocoloniali. Multipopolare Sardegna nasce con l’ambizione di costruire una rete sarda del 99%, profondamente radicata nei territori, capace di connettere lotte sociali, pratiche di mutualismo e vertenze popolari.
Al centro del progetto vi è anche la volontà di sviluppare un media popolare, in grado di raccontare la Sardegna da un punto di vista alternativo a quello dominante, declinando in chiave sarda e anticoloniale il progetto multipopolare promosso da Ottolina TV.
La presentazione pubblica dell’associazione è in programma sabato 10 gennaio, alle ore 18:00, presso il Centro Culturale La Baz, in via San Giacomo 117 a Cagliari.
Dopo l’introduzione del gruppo di lavoro fondativo di Multipopolare Sardegna, l’incontro sarà aperto a un libero confronto sulle strategie necessarie per radicare Ottolina TV e la sua associazione nel contesto sociale e politico dell’Isola. L’invito è aperto a tutte e tutti: attivisti, lavoratori, studenti, cittadine e cittadini interessati a portare idee, competenze ed esperienze.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: organizzare il 99% e dotare la Sardegna di strumenti e di una voce propria. Multipopolare Sardegna è ora una realtà. E nasce con l’intento di essere uno spazio aperto, partecipato e radicato, al servizio delle comunità sarde.






















