“La mancata proroga della mobilità in deroga è un colpo durissimo alla Sardegna industriale. Non stiamo parlando di numeri astratti, ma di persone, di famiglie, di territori dove le crisi non sono finite e la riconversione promessa non ha ancora prodotto lavoro stabile”. Lo sostiene la segretaria generale della Uil Sardegna, Fulvia Murru intervenendo sul mancato rifinanziamento.
“La mobilità in deroga in questi anni è stata un argine sociale – sostiene Murru – Ha garantito reddito, dignità e tenuta alle comunità colpite da desertificazione industriale, disoccupazione e spopolamento. Togliere questa tutela senza strumenti alternativi significa scaricare il costo delle crisi su lavoratrici e lavoratori che hanno già pagato un prezzo altissimo”.
Per la segretaria generale della Uil Sardegna “è una scelta politica grave – evidenzia -Si parla di rilancio industriale e di transizione energetica, ma nel frattempo si smantellano le protezioni per chi è rimasto fuori dai cicli produttivi. Non si può costruire il futuro lasciando indietro chi ha sostenuto il peso delle riconversione e delle chiusure”.
Poi le richieste: “Difendere la mobilità in deroga significa difendere la dignità del lavoro e la coesione dei nostri territori – conclude Murru -. Chiediamo al Governo un immediato cambio di rotta: la Sardegna non può essere abbandonata”.






















