Si dice che a volte gli oggetti restino impregnati dell’aura di chi li ha posseduti come se avessero ricordi, come se immagazzinassero emozioni ed esperienze. Ma cosa accadrebbe se uno di questi oggetti potesse raccontare la storia del suo proprietario e potesse in qualche modo vivere una sua vita?
E’ da questi spunti che trae origine l’opera prima di Tamara Pes, “Memorie di un bottone”, il romanzo pubblicato da Camena Edizioni, in uscita il 9 febbraio prossimo, che sarà presentato giovedì 5 febbraio alle 18 al teatro Massimo di Cagliari. “Il romanzo è ambientato negli anni ’70 – spiega la scrittrice -. L’idea nasce dall’amore che ho per le piccole cose. Mi piace pensare che anche gli oggetti inanimati siano testimoni della vita degli uomini”. La copertina, in cui ago e filo sembrano prendere vita per dare forma alle storie è stata realizzata dall’artista Sara Paravagna.
Protagonista del racconto è infatti Amedeo, un bottone in madreperla, che dalla scatola in cui era riposto insieme alle amiche e amici bottoni inizia il suo viaggio tra contenitori, regioni, grembiulini e berretti. Un percorso fatto di esperienze sia per Amedeo, alla scoperta del mondo, sia per chi è il suo proprietario e lo porta cucito sul petto, oppure in tasca come portafortuna.
“Il bottone non è giudicante – precisa Tamara Pes – ma è un oggetto che osserva, riflette e cerca di capire il mondo degli uomini. Contemporaneamente guarda anche quello dei suoi amici bottoni che è popolato da personaggi fantastici”. Ed ecco spuntare l’amica Nicoletta che ha paura dell’ignoto, oppure il bottone rivestito di cuoio che conosce come va il mondo delle asole, o quello rosso che dispensa consigli e fornisce conforto. “Con il mio libro vorrei fare emozionare il lettore e farlo anche sorridere – spiega la scrittrice – i personaggi che incontra il protagonista sono particolari, bizzarri ed eccentrici”. Nel libro ci sono riferimenti alla vita e alle esperienze della scrittrice. “Sono una insegnante di scuola primaria – spiega – uno dei personaggi umani è stato ispirato da un mio alunno. Invece la figura di Giovanni il calzolaio, ultimo personaggio del libro, è ispirata a mio nonno”.
“Memorie di un bottone” è un romanzo di formazione, esplora la crescita personale da un punto di vista diverso, senza pregiudizi o preconcetti, con uno sguardo curioso, sincero e emozionante sulla realtà. Una finestra sul mondo che ci circonda, tra scatole di latta, asole, aghi, fili e sogni di bambini.
























