Sono almeno dieci le coltellate inferte a Giovanni Musu, 53 anni, il cui cadavere è stato ritrovato nella notte tra venerdì e sabato scorsi nel parco del Colle di Rosmarino a Carbonia, nel Sulcis.
Diversi i colpi mortali alla schiena e poi il fendente alla gola.
E’ quanto emerge dall’autopsia condotta ieri pomeriggio dalla dottoressa Letizia Gabiati dell’equipe del dottor Roberto Demontis.
Il medico legale ha chiesto 60 giorni per depositare i risultai completi dell’autopsia che comprende esame tossicologici e istologici. Dagli accertamenti necroscopici, da quanto si apprende, sono emerse le 10 ferite da taglio alla schiena e al collo e i segni del tentativo di bruciare il corpo.
Nessun segno, invece, di percosse: il 53enne non sarebbe stato prima aggredito e poi ucciso.
Nel registro degli indagati sono stati iscritti i nomi di William Serra, 38 anni e Marco Atzeni, 50 anni entrambi personaggi già noti alle forze dell’ordine, difesi rispettivamente dagli avvocati Fabio Basile e Giuseppe Cirronis.
L’ipotesi di reato è omicidio volontario in concorso. I due conoscevano la vittima da diverso tempo e dai tabulati sul numero di telefono di Musu sarebbero emersi contatti nei giorni precedenti al delitto. I due sono stati già sentiti dai carabinieri subito dopo il ritrovamento del cadavere, come sono state ascoltate al tre persone, una di queste avrebbe fornito risposte fuorvianti proprio sulla sua conoscenza della vittima.
I telefoni dei due indagati, ma anche altri elementi come gli indumenti, sono stati sequestrati e saranno analizzati dal Ris al lavoro anche sui reperti, come siringhe e altro materiale, recuperato all’interno del parco vicino al corpo della vittima.
Il cadavere di Musu era stato scoperto dai vigili del fuoco intorno alle 3 di sabato notte. Erano intervenuti per un incendio nel parco e hanno domato il fuoco che avvolgeva le gambe del 53enne già privo di vita.




















