Un sottomarino nucleare e navi da guerra statunitensi stazionano da circa un mese di fronte alle coste venezuelane con la scusa della lotta al narcotraffico, il quale invece predilige l’altro oceano all’87% e non l’Atlantico venezuelano (fonte ONU).
La destra estremista venezuelana chiede a gran voce una invasione e da alcuni giorni aumentano le provocazioni: sconfinamento di un elicottero militare Usa, affondamento di una lancia civile venezuelana e uccisione degli 8 pescatori a bordo senza identificazione, blocco (e poi rilascio) di un peschereccio venezuelano in acque venezuelane (Zona Economica Esclusiva).
Aggiungo che l’attacco da parte di navi militari statunitensi a un’imbarcazione civile venezuelana nei Caraibi, presumibilmente trasportante droga, che ha causato una decina morti, deve essere trattato come un omicidio.
Se i paesi sudamericani non protestano contro un simile atto, potrebbero subirne le conseguenze in futuro.”























