L’inverno spezza ancora l’Isola, ma i primi germogli della quinta stagione del progetto Insulae Lab – Centro di Produzione Musica Jazz – piantati a Berchidda, in Logudoro – sono già pronti a sbocciare per regalare nuovi fiori e una nuova primavera di note, produzioni originali, concerti, sensazioni, grandi ospiti ed emozioni al 2026 disegnato per la platea della Sardegna e del Mediterraneo dal direttore artistico Paolo Fresu.
Si riparte con T-Jazz da un luogo noto, bello, accogliente che già la scorsa stagione aveva ospitato tre produzioni griffate Insulae Lab, il T Hotel di Cagliari in via dei Giudicati nr 66. Un luogo che abbraccia e mostra allo sguardo lo skyline della città di Cagliari, che ha già aperto le sue porte all’arte, alla musica e alla Cultura e torna ancora a farlo con tre appuntamenti (tutte produzioni originali) da segnare in rosso sul calendario:
“UNIVERSAL CHORDS”, con Raffaele Casarano e Ferenc Snétberger in programma giovedì 12 febbraio 2026 (h 19); “ATLANTIDE – Il soffio, il suono, il mare” con Lorenzo Agus, Jacopo Careddu, Paolo Corda e Francesco Lento in programma giovedì 12 marzo 2026 alle ore 19 e “LA STORIA SIAMO NOI – Voci, suoni e appunti di Sardegna” con Flavio Soriga e Gianluca Pischedda in programma giovedì 16 aprile 2026 (h 19). Tre occasioni speciali, da ascoltare immersi nella bellezza dell’intenzione che li ha generati. Biglietto singolo al costo di 20 euro, abbonamento ai tre concerti 50 euro (aperitivo incluso); info al 3426476726. Ticket disponibili su oooh.events.
“UNIVERSAL CHORDS” è un viaggio tra composizioni inedite ed esplorazioni tra i suoni del Mediterraneo attraverso l’anima e l’afflato di due musicisti provenienti da viaggi e geografie diverse. Alla ricerca di una poesia comune basata sull’interazione e l’ascolto. Viaggio in cui si mescolano l’esperienza di Raffaele Casarano – un vero e proprio omaggio alla musica senza confini ed etichette, artista che mescola linguaggi musicali diversi con gusto ed eleganza, in perfetto equilibrio tra la tradizione del jazz e le contaminazioni del rock e dell’elettronica – la visione musicale di Ferenc Snétberger, noto alla platea globale per il suo stile unico che fonde jazz, flamenco, musica classica e tradizioni popolari, capace di sviluppare un suo universo stilisticamente distintivo di musica classica e jazz, influenzato e informato da melodie gitane autoctone, tecniche di chitarra flamenca, ritmi di samba e (naturalmente) da J.S. Bach in un costante dialogo tra oggi e ieri.
“ATLANTIDE – Il soffio, il suono, il mare” è un concerto live che lascia ampio spazio all’immaginazione ma ha già le carte in regola per conquistare orecchio ed attenzione. “Atlantide – Il soffio, il suono, il mare” firmato da Francesco Lento, sul palcoscenico sarà raccontato dal talento, dall’estro e dalla mescolanza di stili e di strumenti degli Atlantis 4th: Francesco Lento alla tromba, Paolo Corda alla chitarra, Lorenzo Agus al contrabbasso e Jacopo Careddu alla batteria. Il Quartetto Atlantis nasce dall’idea di esprimere una musica non attribuibile a un determinato genere ma piuttosto globale. Ciò in base alle esperienze musicali vissute e ai viaggi fatti in varie parti del mondo nonché alle origini calabro-sarde del leader del progetto Francesco Lento. Un ruolo prevalente lo avrà di certo una ricerca dell’estetica sonora, armonica e componenti afro-americane. Un ensemble frutto di anni di intensa intesa musicale, di prove e gusti condivisi, capaci di spaziare dal jazz anni ’20 alla samba, dal metal sino a bossa e suoni liberi. Una musica che non si lascia rinchiudere in un genere, ma respira di contaminazioni, viaggi, improvvisazione, estetica afroamericana e radici mediterranee.
“LA STORIA SIAMO NOI – Voci, suoni e appunti di Sardegna”: il romanziere Flavio Soriga, accompagnato dalle atmosfere musicali di Gianluca Pischedda, racconta storie e personaggi della storia sarda. “La storia siamo noi, questo piatto di grano” cantava De Gregori alla fine del Novecento. Quando Cristoforo Colombo arrivava nelle Americhe la Sardegna faceva parte dell’impero spagnolo, e qualcuno – si può immaginare – sarà passato magari per Uta o Berchidda raccontando di quella grande avventura. La Sardegna non è mai stata fuori dal tempo, il suo popolo è sempre stato dentro la Storia, e le sue scrittrici e i suoi scrittori hanno più volte provato a raccontarla, la Storia, vista con gli occhi di chi viveva nell’Isola. Una lezione-spettacolo che racconta di avventurieri e re, di gente che ha lottato per la libertà, di popolani che hanno imbracciato le armi per difendersi da un’invasione, e lo fa citando i testimoni del tempo, i racconti letterari, le leggende e le ballate. Un racconto non chiuso, un tentativo di avvicinamento alla storia sarda, senza la pretesa di essere esaustivi, con la speranza di far nascere curiosità per quel che è successo, nei secoli, nella grande isola in mezzo al Mediterraneo chiamata Sardegna.
























