La Procura della Repubblica di Cagliari, secondo quanto riportato dal quotidiano L’Unione Sarda, avrebbe aperto due procedimenti penali – uno nel 2023, uno nel 2025 – in relazione alla mancata bonifica ambientale per riparare l’inquinamento ambientale causato dalle attività industriali connesse agli impianti industriali Fluorsid s.p.a. nell’area industriale di Cagliari Macchiareddu.
La vicenda riguarda un’inchiesta dalla Procura della Repubblica e dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, che avevano portato ad un procedimento penale conclusosi nel luglio del 2019 davanti G.I.P. del Tribunale di Cagliari Giampaolo Casula con un ampio patteggiamento e l’assunzione dell’obbligo di integrale bonifica.
Con la sentenza del Tribunale di Cagliari, il 25 luglio 2019, venne accettato il patteggiamento per Pasquale Lavanga, ex presidente del Consiglio di amministrazione della Fluorsid, il figlio Michele, ex direttore dello stabilimento di Macchiareddu, il responsabile commerciale dei sottoprodotti aziendali Loukas Plakopitis, Mario Deiana (responsabile logistica), Armando Bollani (titolare della società Ineco), Sandro Cossu (responsabile sicurezza e ambiente), Alessio Farci (responsabile del cantiere di Terrasili), Marcello Pitzalis (operaio Ineco), Giuseppe Steriti e Giancarlo Lecis (funzionari Fluorsid).
Inoltre era stato stabilito il piano delle bonifiche concordato con la Procura ‘che si sarebbe dovuto iniziare nel giro di poco tempo, ma ad oggi, dopo più di cinque anni, la bonifica ambientale non si vede proprio, com’è stato chiaramente evidenziato nell’ambito della recente trasmissione Report (RAI 3, 11 gennaio 2026).
Il Sindaco di Assemini Mario Puddu – su reiterate richieste del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – ha, quindi, emanato l’ordinanza sindacale n. 72 del 30 dicembre 2025 con cui ha disposto a carico della Fluorsid s.p.a. “di provvedere con la massima urgenza e comunque non oltre il termine di 180 giorni dalla notifica della presente Ordinanza, ad un intervento di rimozione dei rifiuti abbandonati e allo smaltimento e/o recupero degli stessi nei modi di Legge, al fine di ripristinare lo stato dei luoghi e le condizioni di sicurezza sanitaria e ambientale del sito”.
























