Subito due numeri danno l’idea dell’appeal di uno spazio espositivo che caratterizza l’offerta culturale di Mamoiada. Nel 2025, dopo un anno di chiusura, il Museo delle Maschere Mediterranee ha ripreso la funzione di polo turistico-culturale del nuorese con un’offerta culturale e servizi museali completamente rinnovati. Dopo la chiusura del 2024 ha registrato oltre 23 mila visitatori confermando Mamoiada come centro di interesse turistico culturale per la Regione, per gli operatori turistici e per le Destination Management Organization (DMO).
Così, nonostante la prolungata chiusura al pubblico per lavori che ha rischiato di vanificare l’avviamento del nuovo concessionario subentrato nel 2022, si è ripartiti con entusiasmo e nuove idee progettuali e una rinnovata passione per il patrimonio culturale.
Il Museo delle Maschere Mediterranee vive una nuova fase di rilancio che ha preso le mosse da un impegnativo progetto di riqualificazione museografica e museologica portato avanti nel 2024 (con chiusura a pubblico). Grazie ai fondi della Regione ad un bando Mic e del bilancio comunale, il Comune ha trasformato uno dei simboli identitari del paese in un vero polo culturale europeo.
La riqualificazione ha consentito di raddoppiare gli spazi espositivi e creare nuovi ambienti per attività didattiche e convegni, ma anche di rinnovare l’intero apparato tecnologico multimediale, di integrare la visita con audiovideoguide multilingue, con video storici e esperienza VR di realtà virtuale con oculus. Il rafforzamento è consistito anche nell’implementare la collezione con nuovi costumi provenienti dal Belgio e Grecia e con rappresentanze del Sud Italia, accogliendo le maschere tricaricesi della Basilicata.
“Il museo non come corpo estraneo alla comunità e al territorio, anzi sempre più legato alle dinamiche del paese. Proprio per questo è stata rafforzata la collaborazione con operatori di eccellenza del territorio (mascherai, aziende agricole e vitivinicole, piccoli esercenti di prodotti tipici, associazioni culturali e turistiche, operatori museali del nuorese”, ha detto la direttrice del museo Elena Giangiulio, “inoltre continua il nostro impegno per realizzare progetti multimediali in collaborazione con importanti operatori museali europei e a promuovere Mamoiada e il suo Museo delle Maschere Mediterranee in contesti convegnistici e fieristici italiani e europei”. Nel 2025 il partner Concessionario Promakos ha sostenuto l’Amministrazione nell’ottenimento di fondi per ulteriori interventi di riqualificazione su misure PNNR e Bando pluriennale Fondazione Sardegna per un totale di 175.000,00 e candidature per altri 45.000,00 euro.
Nel 2026 saranno avviati nuovi ingenti lavori per ridisegnare il contesto urbano prospiciente il Museo e saranno riaperti, in rinnovata veste museografica, il Museo della Cultura e del Lavoro e il Museo dell’archeologia del Territorio. “Un nuovo apporto di energie e di bellezza che renderanno il Museo delle Maschere Mediterranee e il circuito museale di Mamoiada un unicum in Sardegna, un fiore all’occhiello per la cittadinanza, per gli operatori museali che vi lavorano ( tutti residenti tra Mamoiada e Nuoro), per la pubblica amministrazione e il concessionario Promakos”, ha aggiunto la direttrice.
“Dopo la chiusura forzata per i lavori di riqualificazione il Museo si è riappropriato del suo ruolo fondamentale per valorizzare il sistema Mamojada. Con una nuova e rinnovata veste, più funzionale e accogliente, punta a confermarsi punto di riferimento nell’offerta culturale della Sardegna. Anche attraverso i nostri ambasciatori nel mondo, i Mamuthones e Issohadores, ai quali va sempre il nostro ringraziamento, riusciamo a intensificare le relazioni con altre realtà e tradizioni con le quali poter approfondire le similitudini e le eventuali radici comuni, creando poi collaborazioni che arricchiscono il nostro patrimonio culturale”, ha detto Pino Ladu, assessore al Turismo e sistemi museali. “I Prossimi obiettivi sono quelli di istituire un comitato scientifico permanente e creare una serie di aventi che animino e valorizzino ancora di più la centralità del sistema museale all’interno del tessuto culturale e socioeconomico del nostro territorio”.
























