Nel 59° Rapporto Censis sulla situazione sociale dell’Italia nel 2025 emerge un quadro della sessualità italiana molto più dinamico, consapevole e ricco di sfumature di quanto spesso si immagini. In un Paese che affronta sfide economiche, demografiche e sociali, la sfera del desiderio resta una dimensione vitale e fluida, capace di raccontare lo stato d’animo e le trasformazioni culturali del Paese.
I dati parlano chiaro: quasi due terzi degli italiani tra i 18 e i 60 anni (62,5%) vive una vita sessuale intensa, con rapporti almeno settimanali. Di questi, il 5,3% dichiara di avere rapporti quotidiani, mentre il 29,9% ne ha due o tre alla settimana e il 27,3% almeno una volta alla settimana. Solo l’8,5% si definisce astinente permanente, mentre la restante parte vive relazioni con frequenze più dilatate nel tempo.
Questi numeri rivelano una vitalità erotica ben radicata nella routine: il piacere non è più vissuto come un tabù o un lusso occasionale, ma come parte integrante del benessere personale quotidiano.
Il rapporto Censis entra in dettaglio anche sulle pratiche erotiche più diffuse, mostrando come gli italiani esplorino la loro sessualità con curiosità e apertura. Le percentuali delle abitudini più comuni sono eloquenti:
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78,8% coinvolge i preliminari come parte essenziale dell’intimità;
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74,2% pratica sesso orale regolarmente;
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58,2% si dedica alla masturbazione reciproca;
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32,6% ha sperimentato il sesso anale;
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30,2% è coinvolto in sexting, la forma di erotismo digitale che spopola soprattutto tra i più giovani;
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26,4% usa sex toys durante i rapporti;
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26,0% guarda video erotici in coppia per accrescere l’eccitazione;
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22,1% incorpora giochi con cibi o bevande.
Questi numeri dipingono una scena dove il piacere non è solo tradizionale ma si amplia fino ad abbracciare la tecnologia, il gioco e nuove forme di connessione.
Una delle tendenze più interessanti riguarda la sessualità femminile: secondo i dati, il 92,5% delle donne tra i 18 e i 60 anni ha avuto esperienze sessuali e il 60,9% di queste dichiara di avere almeno un rapporto a settimana.
Non solo: quasi 8 donne su 10 dichiarano di prendere l’iniziativa nei contatti intimi, superando stereotipi tradizionali. Questo spostamento verso maggiore autonomia e intraprendenza indica una sessualità femminile più consapevole e attiva, anche se alcuni falsi miti persistono (ad esempio, idee errate su fertilità e contraccezione che coinvolgono un piccolo ma non trascurabile 10–20% degli intervistati).
Il piacere non si limita più al corpo. Circa 1 italiano su 3 pratica sesso in forma digitale, tramite sexting o scambio di contenuti espliciti, con percentuali ancora più alte tra i meno di 35 anni.
Questa tendenza riflette l’integrazione sempre più stretta tra vita reale e digitale: il desiderio oggi si esprime anche tramite schermi, messaggi e connessioni virtuali, ampliando le possibilità di esplorazione e complicità.
È interessante notare che questa intensità erotica si colloca in un’Italia che, secondo i dati demografici ISTAT, continua a registrare una delle natalità più basse d’Europa, con una media di circa 1,13 figli per donna nel 2025 e un calo storico delle nascite.
In altre parole, gli italiani sembrano ricercare il piacere e la connessione fisica come fonte di soddisfazione e benessere, pur in un contesto dove la scelta di mettere su famiglia rimane complessa e spesso subordinata ai vincoli economici e sociali.
In un Paese che affronta sfide profonde, la vita erotica rimane un capitolo ricco di significato, espressione di libertà individuale e di un edonismo contemporaneo ben radicato nella quotidianità.






















