Esprimo piena solidarietà alla Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Cagliari, la dott.ssa Maria Cristina Ornano, per gli attacchi strumentali e pretestuosi mossi dall’On. Pittalis per via della sua partecipazione a un’iniziativa pubblica nell’ambito della campagna referendaria per il No.
È grave e profondamente sbagliato insinuare che la presenza di una magistrata a un momento di discussione pubblica e politica, dedicato alla difesa della Costituzione, costituisca una violazione dei principi di autonomia e indipendenza della magistratura. Siamo, al contrario, di fronte all’esercizio pieno e legittimo di diritti costituzionalmente garantiti, che non possono essere messi in discussione sulla base dell’appartenenza professionale o delle idee espresse.
Colpisce che, invece di confrontarsi nel merito del referendum sulla giustizia, si scelga la strada dell’attacco personale e della delegittimazione, arrivando a descrivere come “scandalosa” una partecipazione trasparente e pubblica al dibattito democratico. È un modo di fare politica che alimenta un clima di sospetto e che finisce per indebolire le istituzioni anziché rafforzarle.
La neutralità della funzione giurisdizionale non significa silenzio forzato né rinuncia ai diritti civili e politici. Difendere la Costituzione, partecipare al dibattito pubblico e prendere posizione su una consultazione referendaria, come stanno facendo tanti magistrati in tutta Italia, sono atti legittimi che meritano rispetto, non attacchi strumentali.
Per questo ribadisco la mia vicinanza alla dott.ssa Ornano e respingo con forza ogni tentativo di intimidazione o delegittimazione che nulla ha a che fare con il confronto democratico, invitando tutte e tutti ad abbassare i toni e portare avanti un confronto franco ma sereno.





















