Cagliari si prepara ad accogliere una delle voci più radicali e visionarie della scena musicale sperimentale contemporanea. Sabato 21 marzo alle 22 il Fabrik, rinomato club cagliaritano, ospita il concerto di Dalila Kayros, cantante, compositrice e ricercatrice vocale che presenterà dal vivo “Khthonie”, il suo ultimo lavoro discografico pubblicato da Subsound Records.
Un album che ha già attirato l’attenzione della critica internazionale e che dal vivo si trasforma in un’esperienza sonora intensa e immersiva, in cui la voce diventa materia viva: grido, respiro, lallazione, parola. Un organismo sonoro in continua mutazione che attraversa territori musicali senza confini, tra sperimentazione vocale, elettronica e ritualità contemporanea.
Attiva nella scena della musica sperimentale dal 2013, Dalila Kayros ha costruito negli anni un percorso artistico unico, fondato sull’esplorazione dei limiti della vocalità e delle sue possibilità espressive. Cantante, compositrice e ricercatrice, ha studiato canto jazz e nel 2024 si è laureata in scienze psicologiche con una tesi sulla musicalità comunicativa nell’ambito della psicologia della musica, indagando gli aspetti espressivi della voce umana.
Dopo l’esordio con Nuhk (2013) e il lavoro Transmutations [I] (2018), inizia proprio in quell’anno la collaborazione con il musicista elettronico Danilo Casti, sodalizio artistico che porterà alla realizzazione dell’album Animami (2022), pubblicato da Subsound Records e portato in tour tra Europa e America.
Il nuovo lavoro “Khthonie” rappresenta un ulteriore passo nella ricerca della cantante: un disco ispirato alla dimensione ctonia, alla potenza creatrice e distruttrice della terra e alla vita che emerge dal sottosuolo. Il titolo richiama la figura di Chthonie della mitologia greca, divinità primordiale che regnava sull’oltretomba prima della formazione delle terre emerse.
Guidato da questa visione simbolica e archetipica, l’album sviluppa un linguaggio sonoro stratificato e in costante trasformazione. La voce di Kayros attraversa registri e timbri differenti, muovendosi tra sussurri, invocazioni e tensioni teatrali, mentre la scrittura musicale – realizzata insieme a Danilo Casti – costruisce paesaggi sonori che evocano profondità geologiche e dimensioni sospese tra materia e mito.
La critica internazionale ha accolto “Khthonie” come uno dei lavori più sorprendenti della scena sperimentale recente. La rivista britannica God Is In The TV lo ha definito «un ascolto straordinario, qualcosa di completamente diverso da qualsiasi altra uscita del 2025», mentre OndaRock lo ha indicato come «uno dei dischi dell’anno, un epilogo tragico e visceralmente teatrale».
Ad aprire la serata – con apertura porte alle 21 – sarà Julinko, artista che si muove tra folk visionario, ambient e sperimentazione sonora. Il suo ultimo lavoro “Naebula”, pubblicato dalla label indipendente Maple Death Records, sta ricevendo attenzione dalla stampa musicale italiana per la capacità di costruire paesaggi sonori eterei e ipnotici, sospesi tra tradizione e ricerca contemporanea.
Il concerto del 21 marzo al Fabrik si presenta dunque come un appuntamento dedicato alle traiettorie più interessanti della nuova musica sperimentale, tra vocalità radicale, elettronica e visioni sonore che attraversano territori ancora inesplorati.
Una serata in cui la musica diventa esperienza sensoriale e narrativa, capace di trasformare il palco in uno spazio di ascolto profondo e di attraversamento emotivo.




















