Dieci candeline per Sound Around the Island: si rinnova a Cagliari l’appuntamento con il festival prodotto dal Teatro Alkestis in collaborazione con Tàjrà APS, con la direzione artistica di Luca Nieddu e Gianni Menicucci.
Il cuore pulsante di questa decima edizione sta nel suo titolo, “Istranzos”, declinato in lingua sarda perché questa accezione comprende non solo il termine “straniero”, ma soprattutto un concetto chiave: il tema del viaggio, dell’arrivo e della ripartenza di donne e uomini che portano con sé lingue, memorie, tradizioni, fedi e vite altre. Quando arrivano “sos Istranzos” la casa viene rivoluzionata in funzione di una visita, di un evento eccezionale. Disporsi a ricevere “Istranzos” rappresenta dunque la cifra più sublime dell’accogliere. Per quattro giorni, il Teatro Alkestis di via Antioco Loru si farà dunque porto ideale e luogo di attraversamenti: musica, poesia, teatro, sperimentazione e meticciato si intrecceranno in un crogiolo di suoni, colori e lingue, dove ogni voce custodisce le tracce del proprio viaggio.
- Al via giovedì 29 gennaio
Si parte, dunque, giovedì 29 alle 21 con “Sighida“, il progetto firmato l’anno scorso, e consegnato alle tracce dell’omonimno disco, da Mauro Palmas al liuto cantabile con il giovane talento dell’organetto Giacomo Vardeu. “Sighida“, che in sardo significa “seguito”, “continuità”, rappresenta l’incontro tra due generazioni della musica in Sardegna: da un lato un veterano come lo strumentista, compositore e ricercatore cagliaritano Mauro Palmas con il ricco bagaglio di esperienze di una carriera artistica costellata di riuscite produzioni e variegate collaborazioni; dall’altro il ventenne organettista di Orosei Giacomo Vardeu con la sua straordinaria abilità tecnica e una sorprendente maturità espressiva. Il risultato è un dialogo musicale emozionante e coinvolgente, che partendo dal passato guarda al futuro attraverso un repertorio che spazia dalla rivisitazione della tradizione sarda alle sonorità europee e mediterranee.
- Venerdì 30 gennaio
Doppio appuntamento in locandina venerdì 30: il primo, in scena alle 19, è nel segno della tradizione di viaggio dei trovatori, che fra il X e il XIV secolo giravano il sud della Francia, rimando, cantando e componendo musiche. “Chant de Haute Provence” è il progetto proposto dal cantante occitano Renat Sette, uno degli ultimi eredi di quell’antica tradizione, e dal sardo Gianluca Dessì, chitarrista solido ed esperto, con importanti esperienze accanto a musicisti come lo scozzese Barnaby Brown e in gruppi come i Cordas et Cannas ed Elva Lutza. Brani sacri, canti di lavoro e di veglia, canzoni tradizionali compongono il repertorio di Renat Sette, tratto in buona parte dal lavoro di ricerca svolto dal 1993 a oggi con lo storico ed esperto di tradizioni popolari Jean-Yves Royer sul canto popolare provenzale e sulla tradizione dei paesi occitani in generale.
Anche quello di Luisa Briguglio, protagonista del secondo tempo della serata (con inizio alle 21), è come un viaggio, in questo caso tra poesia e memoria, tra la voce e la terra della sua Sicilia, alla ricerca della “Truvatura”, come si intitola il primo album solista della cantautrice messinese, pubblicato lo scorso settembre. In Sicilia, la truvatura è il tesoro leggendario nascosto in una grotta: qualcosa che si cerca instancabilmente, anche se spesso non si trova; un simbolo di desiderio, ostinazione, illusione. Nella sua opera, Luisa Briguglio (affiancata sul palco dell’Alkestis da Fabrizio Lai alle chitarre e Matteo Nocera alla batteria e alle percussioni) raccoglie storie di distanza, solitudine, conflitti, desideri e speranze, che lei “canta e cunta” con voce potente e intima nella lingua delle sue emozioni, il siciliano, intrecciando testi propri, traduzioni, poesie antiche e materiali autobiografici.
- Sabato 31 gennaio
Sabato 31, serata tutta nel segno e nel ricordo di Paolo Pillonca, raffinato e instancabile viaggiatore della lingua sarda, scomparso nel 2018; giornalista, scrittore, poeta, intellettuale capace di unire cultura alta e vita quotidiana, ha dedicato i suoi studi alla poesia a bolu e alle tradizioni popolari, affiancando a questi impegni quelli di editore e divulgatore. “Pàulu Pillonca: sa boghe de sa gara poetica” è il titolo dell’incontro/conferenza che a partire dalle 18 vedrà i contributi dell’antropologo Bachisio Bandinu, del docente universitario di Letteratura italiana e sarda Duilio Caocci, di Chiara Cocco, esperta di canto in rima improvvisato, di Andrea Deplano, esperto del canto a tenore e delle tradizioni popolari sarde, e della poetessa Anna Cristina Serra, moderati dallo studioso di lingua e cultura sarda Banne Sio.
A seguire, “Versos a bolu: sas tècnicas e su mistèriu de sa criassione poètica”, una gara poetica “cumentada”, presentata e condotta da Pier Sandro Pillonca, figlio di Paolo e testimone della sua eredità culturale; protagonisti i poeti improvvisatori Bruno Agus, di Gairo (classe 1957), e Zoseppe Porcu (1985) di Irgoli, con l’accompagnamento musicale del Tenore de Ula Tirso.
- Domenica 1 febbraio
La quarta e ultima giornata di Sound Around the Island, domenica 1 febbraio, si apre alle 10.30 con una matinée musicale sulle “Corde vibranti” del duo formato dall’arpista italo-svizzero Raoul Moretti e dal polistrumentista turco Mübin Dünen. Un connubio timbrico originale e capace di toccare l’anima nel profondo, quello tra le corde vibranti e percosse del santur e le corde vibranti e pizzicate dell’arpa, tra i suoni ancestrali di nay e duduk e i paesaggi sonori creati dai live electronics dell’arpa elettrica. Culture che dialogano con strumenti dalle storie millenarie proiettate nella contemporaneità per un concerto che si propone come un viaggio attraverso brani originali, reinterpretati in duo, e momenti di improvvisazione.
In serata, per l’approdo finale della sua decima edizione, il festival affida il canto di chiusura della rassegna a un progetto corale che nell’anno appena concluso ha salutato il suo trentennale: “A la vora del mar”. Nato da un’idea di Franco Noè con la regia di Rosalba Ziccheddu, e prodotto nel 1995 dal Teatro di Sardegna, lo spettacolo è un omaggio alla poesia e alla musica catalana del ‘900; sul palco dell’Alkestis un ensemble di musicisti e attori impegnato a raccontare una delle più affascinanti tradizioni linguistiche ospite nell’isola da secoli. Maria Grazia Bodio, Lia Careddu, Corrado Giannetti, Paolo Meloni, Isella Orchis e Cesare Saliu, volti noti del Teatro di Sardegna, proporranno una lettura teatrale su opere poetiche di autori catalani di diversi periodi e stili letterari: Josep Piera, Pere Gimferrer, Andreu Vidal, Miquel Àngel Fullana, Xavier Amorós, Joan Alcover, Joan Maragall, Joan Salvat-Papasseit, Josep Carner, Miquel Martí i Pol, Joan Vinyoli, Carles Clèries, Josep Janés, Carles Riba, Salvador Espriu, Josep Sebastià Pons, Isidor Molas, Fèlix Cucurull e gli algheresi Rafael Sari e Rafael Catardi. Ad accompagnare i loro versi, un quintetto che schiera nomi di spicco della scena musicale isolana – Claudio Gabriel Sanna (canto, chitarra e direzione musicale), Eugenio Lugliè (flauti), Dario Pinna (violino), Graziano Solinas (piano e fisarmonica) e Alberto Cabiddu (percussioni) – alle prese con musiche e canzoni di Gabriel Alomar, Maria del Mar Bonet, Joan Manuel Serrat, Lluís Llach, Muma Soler e degli stessi Claudio Gabriel Sanna e Graziano Solinas.
























