A Foras organizza a Teulada una conferenza/dibattito per discutere del DDL 1887 presentato dall’onorevole Paola Maria Chiesa (FDI), oltre che del quadro ambientale emerso dai campionamenti effettuati nel 2025 all’ interno del Poligono Militare di Capo Teulada.
L’iniziativa si svolgerà sabato 17 Gennaio alle 17:00 all’ interno della Sala Spiga in piazza Parrocchia a Teulada.
Al dibattito, moderato dal giornalista Chicco Fresu, prenderanno parte
Domenico Cabula (Comipar, Sinistra Futura); Antonio Canu (Comipar), Roberto Cotti (STOP RWM), Paolo Erasmo (Comipar), Egidio Didu (Comipar), Mauro Pili (giornalista, ex presidente RAS) Claudia Zuncheddu(ISDE-Medici per l’ambiente).
La conferenza vuole essere un contributo di A Foras per stimolare il dibattito politico all’ interno della comunità teuladina, su alcune gravi problematiche che pesano sul suo futuro.
“Nel luglio scorso la Prefettura di Cagliari ha decretato lo sgombero di migliaia di capi di bestiame dal Poligono di Teulada, dove le aree non utilizzate per le attività addestrative vengono concesse ad alcuni allevatori per il pascolo.
L’ordinanza prefettizia faceva seguito al superamento dei limiti di legge dei livelli di inquinamento, rilevati attraverso campionamenti di suolo prelevati all’ interno del poligono diversi mesi prima.
Una situazione che appare ancora più grave se consideriamo che le soglie di inquinamento permesse nei siti militari sono state innalzate enormemente, attraverso la loro equiparazione ai siti industriali.
Appena un anno fa era arrivata l’archiviazione del procedimento per disastro ambientale a carico di diversi comandanti della base di Teulada, che secondo la propaganda dei militari avrebbe dovuto mettere la parola fine a tutti gli “allarmismi”.
Invece la situazione ambientale del Poligono di Teulada emerge in modo molto preoccupante, danneggiando non certo le attività dell’ esercito ma i fragili comparti produttivi che nonostante tutto sopravvivono e continuano a rappresentare un’ alternativa possibile per Teulada.
Allo stesso tempo il governo italiano vorrebbe togliere ogni funzione di controllo alle istituzioni regionali, che pure se hanno poteri molto limitati a riguardo, rappresentano un fastidio per un comparto militare industriale che vorrebbe agire indisturbato come padrone assoluto delle zone sottoposte al demanio.
In questi anni A Foras, ribadendo l’obbiettivo strategico di arrivare alla chiusura e alla bonifica di tutte le basi installate nella nostra isola, ha tentato di sfruttare tutti gli spiragli lasciati dalle leggi italiane per contrastare l’inquinamento e la devastazione causate dalle esercitazioni.
In questo solco si inseriscono anche i ricorsi al tribunale amministrativo contro le esercitazioni approvate senza nessun tipo di valutazione di incidenza ambientale.
In questo contesto il disegno di legge 1887 presentato da Fratelli d’Italia erode i già pochi strumenti che i sardi hanno per fare valere i propri diritti davanti alla legge.
Ne discuteremo, confrontandoci ancora una volta con posizioni anche diverse dalle nostre, con l’obbiettivo di costruire nuove sinergie e strategie praticabili insieme”, affermano gli attivisti di A Foras.

























