“Non basta che il lavoro cresca e che i dati sull’occupazione migliorino, la cosa che conta è con che tipo di lavoro e come cresce. Purtroppo su questi elementi la Sardegna resta strutturalmente più debole rispetto ad altre regioni del Paese”.
Lo ha detto la segretaria generale della Uil Sardegna Fulvia Murru nel suo intervento a Oristano nel corso della Conferenza Regionale per le politiche del lavoro. “Il tasso di occupazione è più basso rispetto a tante regioni in Italia – ha precisato Murru – e la mancata partecipazione al lavoro è ancora troppo alta soprattutto tra donne, giovani e nelle aree interne. Questo significa che troppe persone restano fuori dal mercato del lavoro non per scelta, ma per mancanza di opportunità reali”. La segretaria generale riconosce il cambio di paradigma avviato dall’assessorato regionale al lavoro che ha portato a un saldo occupazionale positivo “ma la parte rilevante dell’occupazione continua a essere segnata da stagionalità, precarietà, part-time, part time involontario e bassi salari”, ha ricordato Murru. Nel corso dell’intervento la segretaria ha poi affrontato il tema delle stabilizzazioni: “Sono cresciute ma a volte sono solo il punto di arrivo di percorsi già precari – ha detto – La stabilità non è solo un contratto a tempo, ma è continuità e salario dignitoso, sicurezza, diritti esigibili”.
La segretaria ha lanciato le proposte della Uil Sardegna: “Serve un patto regionale per il lavoro di qualità che metta insieme regione, parti sociali e imprese con un obiettivo chiaro, trasformare i posti di lavoro in buon lavoro – propone Murru – Servono incentivi e fondi pubblici alle aziende e alle imprese che applicano correttamente i contratti collettivi nazionali, garantiscono stabilità occupazionali di qualità e investano in sicurezza e formazione”. Sul fronte del turismo “servono accordi territoriali per destagionalizzare il lavoro, migliorare i turni e gli orari e contrastare il lavoro povero. garantendo una continuità occupazionale durante tutto l’anno”. Su industria e transizione energetica, “servono politiche vere attive – ha evidenziato – formazione mirata e garanzie occupazionali”.
Secondo Murru in Sardegna esistono aziende, imprese, coop virtuose che applicano i contratti e investono in sicurezza “devono essere premiate e le politiche pubbliche devono favorire chi rispetta il lavoro non chi compete comprimendo salari e diritti”. Infine altro nodo messo in evidenza dalla segretaria generale della Uil Sardegna è quello delle disuguaglianze.
“Per le donne che sono nel mondo del lavoro servono ancora quei servizi che chiediamo da tempo – ha ricordato Murru – come gli asili aziendali, maggiore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, una maggiore contrattazione su orari part time, oltre chiaramente al contrasto alle discriminazioni”. Tante infine le proposte della Uil Sardegna sui giovani. “Bisogna impegnarsi per creare lavoro stabile – ha ribadito Fulvia Murru – ma servono anche prospettive. I giovani devono avere il diritto di restare o tornare in Sardegna per lavorare e per farlo dobbiamo fare scelte coraggiose, mettere insieme casa e lavoro, destinare il patrimonio abitativo pubblico inutilizzato ai giovani che vogliono tornare in Sardegna. Dobbiamo creare incentivi per chi torna o rimane nei territori, solo così si potrà evitare la desertificazione delle aree interne”.























