Un momento di preghiera, ascolto e testimonianza per tenere viva l’attenzione sulla pace e sulla missione della Chiesa nel mondo. Venerdì 13 marzo, alle ore 19, nella Sala Benedetto XVI della Curia arcivescovile di Cagliari (via Monsignor Cogoni 9), si terrà la Giornata di preghiera e digiuno per la pace, promossa dalla Conferenza episcopale italiana alla luce dei conflitti che segnano il Medio Oriente e altre regioni del mondo.
La serata si aprirà con un momento di preghiera per la pace guidato dall’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi, nella cappella del Seminario. Un segno concreto della volontà della comunità diocesana di affidare al Signore le ferite del mondo e la vita di quanti vivono nei Paesi segnati dalla guerra, con un ricordo particolare per i missionari impegnati nell’annuncio del Vangelo nei contesti più difficili.
«Di fronte alle tante guerre che feriscono i popoli – afferma l’arcivescovo Giuseppe Baturi – la comunità cristiana sente il dovere di intensificare la preghiera e il digiuno, affidando al Signore il desiderio di pace che abita il cuore dell’umanità. La pace non è solo assenza di conflitto, ma nasce dalla conversione dei cuori, dal riconoscimento della dignità di ogni persona e dalla volontà di costruire relazioni di giustizia e fraternità».
L’iniziativa vuole essere anche un’occasione per riflettere sul valore della testimonianza missionaria, spesso segnata da sacrifici e persecuzioni, ma capace di generare speranza anche nelle situazioni più difficili. Durante l’incontro interverrà padre Pier Luigi Maccalli, missionario della Società delle Missioni Africane, che ha svolto il suo servizio pastorale in Costa d’Avorio e in Niger. Nel settembre 2018 padre Maccalli fu rapito in Niger da un gruppo jihadista e rimase prigioniero per oltre due anni nel deserto del Sahel, prima di essere liberato nell’ottobre 2020. La sua esperienza di prigionia, segnata da sofferenza ma anche da fede e speranza, è oggi una testimonianza forte di fiducia in Dio e di impegno per la pace.
«La testimonianza dei missionari – aggiunge monsignor Baturi – ricorda a tutti noi che il Vangelo della pace si annuncia anche nelle prove più dure. Custodire la memoria di chi ha donato la vita per il Vangelo significa rinnovare il nostro impegno a essere costruttori di pace nei luoghi in cui viviamo».
L’appuntamento precede l’annuale Giornata dei missionari martiri, che si celebra il 24 marzo, e si inserisce nel cammino ecclesiale che invita a custodire la memoria dei missionari che hanno donato la vita per il Vangelo e a sostenere, con la preghiera e la solidarietà, la missione della Chiesa nei diversi continenti. Monsignor Baturi invita tutta la comunità diocesana a partecipare: «Preghiera e digiuno sono gesti semplici ma profondi, attraverso i quali la Chiesa continua a invocare il dono della pace e a rimanere accanto a quanti soffrono a causa della guerra».



















