L’allenatore rossoblù, alla vigilia del match dello stadio “Olimpico”, ha incontrato i media al CRAI Sport Center per presentare la gara.
“Il mercato, come ci siamo spesso detti in questi mesi, è dinamico: ci sono state delle opportunità in entrata per completare la rosa, proseguire nel nostro percorso di ringiovanimento. Mi riferisco a Sulemana, Dossena, a ragazzi come Albarracin e Raterink. Con la partenza di Luperto perdiamo un ottimo calciatore, ci dispiace per lui come per Zito, che ha fatto tanti anni qui; per Rog, che ha dovuto attraversare dei periodi molto difficili; per Prati, che poco più di un mese fa faceva gol a quella che ora è diventata la sua squadra. Ci dispiace perdere anche quei calciatori che magari non hanno avuto un grande impatto nel campionato dal punto di vista del minutaggio, ma nel quotidiano hanno dato il loro contributo: mi riferisco a Radunovic, Di Pardo, Cavuoti, Pintus. A tutti faccio un grande in bocca al lupo. Con riferimento a Luperto, ci possono essere a volte delle situazioni di mercato che per la Società sono delle opportunità. Il Club ha fatto questa scelta per portare avanti un processo sostenibile sul piano economico. Lavorerò con chi ho a disposizione, ho diverse soluzioni: in quel ruolo, ad esempio, abbiamo Rodriguez, Dossena, che il centrale di sinistra lo ha fatto proprio qui in passato e proprio in coppia con Mina; lo può fare anche Obert all’occorrenza. Ciò che mi interessa è che questa squadra non perda fame e ambizione”.
“La Roma non ha bisogno di presentazioni, è stata costruita per fare un campionato di vertice. Anche all’andata, fatalità, veniva da una sconfitta e abbiamo toccato con mano quanto Gasperini voglia subito una reazione dalla sua squadra. Sarà una partita diversa da quella di due mesi fa, dobbiamo raddoppiare, triplicare i nostri sforzi per cercare di rendere – nelle nostri reali possibilità – la vita difficile alla Roma. Segnano poco? Gasperini ci ha abituati troppo bene, negli anni le sue squadre sono state macchine da gol. Il suo calcio, comunque, nella sostanza non è cambiato, anche se nella finalizzazione non è in linea con i numeri soliti. Ma la Roma, al netto di questo, ha un’identità chiara e precisa, è una squadra che preferisce giocare uomo su uomo a tutto campo. Sappiamo che sarà fondamentale il terzo uomo per quanto potremmo avere noi la palla durante la gara, sarà un match che sa di battaglia: la differenza la faranno i duelli e le seconde palle. Davanti avremo una squadra di grandissimo valore, i ragazzi lo sanno: andremo a Roma con entusiasmo, con l’umiltà di chi sa che le partite iniziano dallo 0-0. Ci auguriamo che poi l’inerzia della gara possa venire a nostro favore”.
“La salvezza non è una sensazione ma un obiettivo, dobbiamo prima raggiungerla per poi fare altri discorsi. La salvezza si conquista partita dopo partita e non con una singola gara. Richiamo all’attenzione un po’ tutti, non dobbiamo fare un favore agli avversari che lottano per il nostro obiettivo. La squadra deve tenere l’attenzione alta, a maggior ragione dopo la partenza di alcuni calciatori di valore. Il Cagliari deve avere in mente sempre e comunque l’obiettivo per cui è stato allestito. Le vittorie non ci devono ingannare, ci devono dare fiducia. Ci hanno dato entusiasmo per lavorare meglio in settimana, fa parte della mentalità che vogliamo cercare di alimentare sempre di più. Oggi potrebbe diventare un’arma a doppio taglio pensare di essere diventati più bravi: noi dobbiamo continuare a spingere, ad avere questo spirito di sacrificio che tutti abbiamo messo dentro in campo. Sono certo che con questo atteggiamento ci potremo togliere altre soddisfazioni”.
“Mina ha un fastidio pregresso al ginocchio che va avanti da mesi, dobbiamo vivere un po’ alla giornata. È una sofferenza cronica più che acuta, va gestito e monitorato. L’obiettivo è mettere sempre davanti l’uomo al calciatore, a tutto. La salute è primaria. Per cui Mina oggi resterà qui, avremo davanti altre 14 gare dopo questa. C’è un’altra parte di campionato che deve vedere Mina ancora protagonista. Dossena? Prima gioca, meglio è per lui. Si è allenato con noi benissimo in queste tre settimane e domani potrà partire dal primo minuto. Kilicsoy? Così come gli altri nostri ragazzi – penso ad esempio a Palestra, Idrissi – deve gestire i momenti, senza esaltarsi quando le cose vanno bene o abbattersi quando girano meno bene. Il suo feeling con i compagni è in crescita, è un ragazzo con la testa sulle spalle. La visita del suo Ct Montella dà valore a quello che sta facendo: gli abbiamo detto che, però, non basta per poter andare agli spareggi, deve continuare su questa strada. Sulemana? Qui è di casa, non ha avuto problemi ad inserirsi. Ha voglia di emergere, ha ambizione. Ha davanti una carriera importante. È questione di tempo, magari presto potremmo vederlo partire dall’inizio. Borrelli non ci sarà, ha un fastidio ai flessori e dovrà fare accertamenti, si sospetta uno stiramento. Parte con noi Mendy dall’U20, perché per caratteristiche insieme a Pavoletti è l’alternativa a Gennaro. Deiola e Folorunsho stanno recuperando”.
“Squadra che vince, dovrà essere cambiata per forza. Ma chi non gioca non vede l’ora di scendere in campo. Mi aspetto da tutti lo spirito, ciò che sino ad oggi non abbiamo mai fatto mancare ed è ciò che poi sposta l’episodio dalla nostra. Ci aspettano dei test importanti in cui, al netto di assenze e partenze, dovremo dimostrare che chi c’è vuole dire la propria. Il Cagliari è diventata la squadra in Serie A a mandare più calciatori in rete? (16, al pari della Juventus). Fa piacere, è un aspetto che mette in risalto quanto si fa in settimana. Per come ci muoviamo e attacchiamo gli spazi, possiamo portare più uomini in area. E quando lo facciamo con caratteristiche ben precise possiamo essere insidiosi: l’esempio è Mazzitelli, che è un centrocampista che quando si ritrova in area avversaria ha il gol nelle sue corde. Mi piace allora sottolineare anche il gol di Idrissi contro il Verona, un terzino arriva in area e fa uno stacco da centravanti. Dobbiamo alimentare quegli aspetti che ci permettono di inseguire quell’obiettivo che stiamo inseguendo”.

























