Agivano con i volti coperti e prendevano di mira i supermercati e i negozi della zona di Carbonia e del Sud Sardegna: spaccate e furti con auto rubate che poi incendiavano per cancellare le loro tracce.
Lo hanno scoperto i carabinieri della compagnia di Carbonia che questa mattina hanno fatto scattare una maxi operazione che si è conclusa con cinque persone finite in carcere, una ai domiciliari e un’altra sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
In cella sono finiti un 24enne e un 34enne di Carbonia, un 23enne e un 29enne di Alghero già noti alle forze di polizia. Ai domiciliari è andato un 42enne di Carbonia, obbligo di firma per un 24enne sempre di Carbonia. Tutti sono accusati di associazione per delinquere finalizzata ai furti e ai reati contro il patrimonio. Altre quattro persone sono state denunciate con l’accusa di avere cooperato con l’associazione come basisti o ricettatori.
“Secondo l’ipotesi allo stato formulata – spiegano i carabinieri -, questa presunta organizzazione avrebbe visto ai vertici soggetti di etnia Rom, domiciliati nel campo nomadi sin località Caput d’Acquas a Carbonia, che si presumono coadiuvati e supportati da alcuni pregiudicati locali”. Il gruppo criminale, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe operato dal 2023 mettendo a segno numerosi colpi.
“Sono complessivamente 36 i capi d’accusa contestati agli indagati – precisano dall’Arma – tra i quali spiccano le spaccate in supermercati e presso attività commerciali di Carbonia e San Giovanni Suergiu, furti in diverse aree di servizio del basso Sulcis nonché, i furti di autovetture asportate dall’interno di una nota concessionaria sulcitana e, inoltre, quello di un’auto della Polizia penitenziaria in sosta a Cagliari”. Ad inchiodare gli indagati l’attività investigativa e le riprese delle telecamere di video sorveglianza, molte delle quali danneggiate a colpi di bastone durante i furti, scrive l’Ansa.





















