Erano circa dieci, incappucciati, armati di spranghe e aste i responsabili dell’aggressione a quattro militanti di Gioventù nazionale alla vigilia dell’anniversario di Acca Larentia, nei pressi di un supermercato all’Alberone, a Roma.
Il gruppo potrebbe essere stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza. Le immagini sono ora al vaglio della Digos della Questura di Roma che ha trasmesso una prima informativa in Procura. Uno dei quattro militanti aggrediti è stato portato in ospedale in codice giallo con tumefazioni.
“Ricorre oggi il 48esimo anniversario della strage di Acca Larenzia. Una pagina dolorosa della storia della nostra Nazione, che ci richiama al dovere della memoria e della responsabilità. Quelli del terrorismo e dell’odio politico sono stati anni bui, in cui troppo sangue innocente è stato versato, da più parti. Ferite che hanno colpito famiglie, comunità, l’intero popolo italiano”. Lo afferma sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sottolineando che “l’Italia merita una vera e definitiva pacificazione nazionale” e che “anche fatti recenti, in Italia e all’estero, ci ricordano quanto a volte possa essere fragile il confine tra confronto e odio, tra parola e violenza. Quando il dissenso diventa aggressione, quando un’idea viene zittita con la forza, la democrazia perde. Sempre”.
“È importante che le istituzioni trovino una sintesi di fronte alla morte senza senso di tre ragazzi. Di fronte alla violenza politica dobbiamo essere tutti uniti”. Così Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, a margine della commemorazione della strage di Acca Larentia del 7 gennaio 1978. La Regione Lazio ha depositato una corona di fiori all’Appio Latino davanti all’allora sede del Movimento sociale italiano in cui persero la vita Francesco Ciavatta, 18 anni, Franco Bigonzetti, 19 anni, e nel pomeriggio il 20enne Stefano Recchioni.
“Questa notte un commando comunista proveniente dal quartiere Alberone armato di spranghe, coltelli e altre armi ha teso un agguato a quattro ragazzi di Gioventù nazionale fermi nel parcheggio di un supermercato di Via Tuscolana. L’assalto – continua Rampelli – era premeditato, come dimostrano le radio ricetrasmittenti rinvenute dalla polizia, una vera e propria caccia all’uomo organizzata per colpire in massa i ragazzi che, di generazione in generazione, dedicano da quasi 50 anni la notte dell’Epifania, vigilia della strage di Acca Larenzia, al ricordo dei tre giovani di destra neanche ventenni uccisi dal gruppo di fuoco dei Nuclei Armati per il contropotere territoriale, legata ai Comitati comunisti rivoluzionari e poi confluiti nelle Brigate rosse”.
Sul fatto è intervenuto il presidente dei senatori di FI, Maurizio Gasparri: “Sono sconcertato dal fatto che 48 anni dopo la strage di Acca Larentia, che colpì tre giovani i cui assassini la Procura di Roma non ha mai voluto identificare, si rinnovino delle aggressioni ai danni di militanti di destra. Nell’esprimere solidarietà, voglio sperare che tutti condannino questi episodi di violenza e che abbiano lo stesso clamore mediatico che altre vicende hanno avuto in tutti questi anni”.

























