Il 29 marzo alle ore 19,30 riflettori puntati su “Scatole Cinesi” prodotto da Teatro d’Inverno per la regia di Giuseppe Ligios con Antonello Foddis e Giovanni Trudu.
Lo spettacolo sintetizza in modo magistrale un divertentissimo labirinto di equivoci raccordati da una raffinata comicità. Al centro della scena si dipana quella che inizialmente appare come la più classica delle situazioni conviviali, ovvero una cena tra amici con la tavola apparecchiata con cura, il tintinnio dei calici di vino e il fluire leggero di chiacchiere su vacanze, lavoro e vecchi amori. Un idillio domestico che però si frantuma ben presto quando i padroni di casa, Jo e Stephen, realizzano con disappunto di aver commesso un errore fatale nella lista degli invitati, convocando una coppia appena separata e il nuovo compagno di lei.
Quella che doveva essere una cena rilassante si trasforma istantaneamente in una tragicommedia inarrestabile, dove il tentativo disperato di evitare il disastro totale trascina i protagonisti in un vortice surreale di tensioni, pettegolezzi e colpi di scena. Lo stile dello spettacolo attinge alla migliore tradizione del teatro d’equivoco, giocando con una comicità che si nutre di imbarazzi, sottotesti taglienti e silenzi eloquenti. Inoltre, la vera sfida tecnica e artistica della pièce risiede nella sua struttura drammaturgica pensata per soli due interpreti, Antonello Foddis e Giovanni Trudu, che danno vita a un autentico virtuosismo teatrale, vestendo con straordinaria agilità i panni di ben cinque personaggi differenti e imprimendo all’azione scenica un’accelerazione dinamica che sfida le convenzioni della narrazione tradizionale. Cambi di registro rapidissimi e una mimica millimetrica, conferiscono allo spettacolo un ritmo incalzante e surreale che trasforma l’ordinario in straordinario grottesco, regalando allo spettatore un’esperienza trascinante e coinvolgente.
Prosegue inoltre nel Foyer del Teatro Maria Carta la mostra fotografica “Semi di Speranza” a cura di Operazione Africa ODV, un percorso visivo che attraverso immagini toccanti ripercorre la storica missione avviata da Padre Puggioni a partire dagli anni Sessanta, offrendo un momento di profonda riflessione sociale prima e dopo lo spettacolo.



















