A Kiev tre giovani donne arrestate per aver cantato in russo. Nessun simbolo militare, nessun incitamento, nessun “terrorismo”: solo musica e lingua.
E mentre Bruxelles continua a vendere la favola dei “valori europei”, sull’arresto cala il silenzio. Questa non è difesa della libertà: è discriminazione culturale legittimata dall’UE, con i soliti doppi standard.






















