Mercato Santa Chiara, bando sperimentale biennale per la gestione
Il rilancio e la valorizzazione del mercato di Santa Chiara passano dalla sperimentazione di una gestione biennale esternalizzata che dovrà tenere conto della natura della struttura, della sua prossimità per il quartiere, della valorizzazione dei prodotti locali di qualità e della vocazione turistica della zona.
“Il nostro obiettivo è improntato su un indirizzo politico chiaro” ha spiegato l’assessore allo sviluppo economico e settori produttivi Carlo Serra durante la presentazione del progetto: “Il mercato deve essere di nuovo e prima di tutto uno spazio di commercio di prossimità fondato sulla qualità, sulla relazione diretta, sulla valorizzazione dell’identità locale: una presenza che in questo momento nel centro storico manca”.
Il primo passo è la pubblicazione sul portale istituzionale del Comune di un bando “per l’individuazione”, ancora l’assessore, “di operatori economici, uno o più soggetti privati, in grado di garantire una gestione solida, strutturata, capace di proporre un progetto credibile e sostenibile nel tempo. Chiediamo una visione che tenga insieme natura mercatale, innovazione e integrazione con il tessuto economico cittadino, un ecosistema che veda possa vedere coinvolte anche le attività commerciali e di ristorazione del centro storico. È una scelta di responsabilità: significa riconoscere che, in questo momento storico, una gestione dinamica, progettuale e orientata allo sviluppo può garantire maggiore efficacia rispetto al modello tradizionale. Valuteremo intanto se ci sono soggetti in grado di svolgere questo ruolo e, nel caso fosse così, trarremo le conclusioni dopo i due anni di sperimentazione”.
Quello di Santa Chiara è il mercato più antico della città. Al suo interno sono presenti 10 box e una struttura centrale, destinata ad attività di ristorazione. Il Consiglio Comunale aveva deciso, dopo il lavoro della commissione Sviluppo economico, con la deliberazione n. 103/2025, di superare la gestione civica della struttura senza privarla della sua natura specifica di mercato rionale. Da qui la predisposizione della gara pubblica da parte del Servizio Mercati: “Santa Chiara ha un potenziale importante, che per vari motivi non si è riuscirti a esprimere”, ha sottolineato il presidente della commissione consiliare Matteo Massa: “La collaborazione tra pubblico e privato potrà contribuire alla sua nuova valorizzazione”.
Il progetto dovrà valorizzare la destinazione mercatale come servizio di quartiere, la commercializzazione di prodotti alimentari di qualità e la funzione di calmiere dei prezzi dei locali commerciali e dei prodotti in vendita, coniugandolo con la valorizzazione turistica di una zona preziosa della città con riferimento all’enogastronomia, dell’identità e della cultura della città di Cagliari e della Sardegna. Il soggetto che prenderà in carico la gestione della struttura in via sperimentale agirà su concessione dell’amministrazione comunale e in questo senso dovrà garantire che i concessionari saranno individuati con criteri di trasparenza, sulla base delle categorie merceologiche alimentari e non alimentari compatibili con la sede di Santa Chiara: il progetto di sperimentazione e il correlato studio di fattibilità dovranno prevedere infatti di destinare i box alla commercializzazione di prodotti dell’enogastronomia con percentuali non inferiori al 70%, e dell’attrattività turistica, artigianale e della promozione territoriale per una percentuale non superiore al 30%. Il progetto di sperimentazione e il piano di fattibilità dovranno inoltre garantire la permanenza delle due attuali concessionarie, ai quali verrà garantito il mantenimento dell’attuale canone e che dovranno essere inserite nella programmazione generale dell’attività.
Destinatari del bando, proprio per garantire la natura mercatale della struttura, sono le associazioni di categoria rappresentative dei commercianti operanti su area pubblica, anche coperta e le cooperative, i consorzi, i raggruppamenti temporanei tra gli operatori di commercio su area pubblica e/o privata anche al coperto in possesso di titolo abilitativo.
Particolare non da poco, nell’ottica del rafforzamento dei servizi alle cittadine, ai cittadini e ai visitatori della struttura, nel bando è prevista anche la gestione dei servizi igienici pubblici collocati all’interno.
La concessione avrà la durata di due anni, al termine dei quali l’amministrazione comunale potrà esercitare la facoltà di proroga della concessione in via sperimentale per il biennio successivo.


















