“Così favolosi erano gli utili che la RWM fabbrica di bombe stava facendo con la *guerra in Yemen* che volle raddoppiare le linee di produzione e i relativi impianti, e le istituzioni locali, schierate dalla sua parte, le hanno rilasciato permessi edilizi e ambientali evidentemente illegittimi.
I nuovi reparti sono stati così realizzati, malgrado le molte contestazioni espresse da un’ampia parte della società civile, ma non sono mai potuti entrare in produzione, infatti *una sentenza del Consiglio di Stato, ha dato ragione ai contestatori e torto alla RWM, alla Regione Sardegna e al Comune di Iglesias.*
*Cinque anni fa , il 10 novembre 2021, l’ampliamento è stato dichiarato illegale, ma i padroni di RWM e i loro referenti istituzionali non si sono rassegnati: da allora hanno avviato procedimenti per sanare gli abusi e consentire a RWM di aprire i nuovi impianti.*
Tra le motivazioni della sentenza c’è che la fabbrica non ha effettuato la Valutazione di impatto ambientale, prevista dalla normativa. Infatti l’attività della RWM impatta pesantemente sull’ambiente con *una quantità di danni e di rischi che non possono essere sottovalutati.*
Ciò nonostante la fabbrica RWM di Domusnovas-Iglesias ha continuato in tutti questi anni a fabbricare ordigni micidiali (bombe per aereo, proiettili di artiglieria, droni killer israeliani , …) per alimentare le carneficine in atto nei teatri di guerra (non solo Yemen, ma anche Ucraine, Turchia, Israele …).
*Oggi l’apertura di nuovi reparti potrebbe essere imminente, grazie ai nuovi permessi rilasciati dalla Regione Sardegna e dal Comune di Iglesias negli ultimi mesi. Permessi ancora una volta irregolari e illegittimi, ma che, nonostante le contestazioni e i ricorsi, potrebbero consentire a RWM di aprire i nuovi reparti, triplicare la produzione, accrescere le stragi. Una prospettiva oscena alla quale non ci possiamo rassegnare.*
Cinque anni con tante bombe in meno sono tanti, ma non abbastanza! Vogliamo ricordare quella sentenza ineludibile, e sbarrare la strada a un futuro da incubo”, affermano i promotori di una mobilitazione in programma davanti alla fabbrica di Domusnovas, prevista per il 15 novembre alle 11.