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Sassari: su il sipario sulla Stagione de La Grande Prosa & Danza 2026-2027

7 Novembre 2026
in Cultura, Sassari
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Sassari: su il sipario sulla Stagione de La Grande Prosa & Danza 2026-2027
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Viaggio tra le umane passioni – con sapienti intrecci, dialoghi surreali e un raffinato cabaret, tra riletture di classici e testi di autori contemporanei, accanto ad intriganti coreografie d’autore e reinterpretazioni di celebri balletti, con la Stagione de La Grande Prosa & Danza 2026-2027 al Teatro Verdi ed al Teatro Comunale di Sassari, organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna con la direzione artistica di Valeria Ciabattoni, con il patrocinio ed il sostegno del Comune di Sassari, della Regione Autonoma della Sardegna e del MiC / Ministero della Cultura, e con il contributo della Fondazione di Sardegna.

«Il CeDAC consente alla nostra città di godere anche quest’anno di un cartellone di appuntamenti di grandissima qualità, consentendoci di investire sulla prosa e sulla danza come elementi di quell’ampia offerta di manifestazioni artistiche, di spettacolo e di intrattenimento che da sempre sono una componente essenziale della vita sociale e culturale di Sassari», commenta l’assessora alla Cultura, Nicoletta Puggioni.

«Garantire tutto l’anno iniziative di livello straordinario, spaziando nei vari campi dell’arte, è il punto di forza del progetto che questa amministrazione si è data, ossia quello di fare di Sassari una Destinazione turistica a forte vocazione culturale», sottolinea il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia. «Puntiamo a un cartellone sempre più ampio e vario, che possa attrarre non solo le sassaresi e i sassaresi, da sempre molto legati alla stagione della prosa e della danza – conclude Mascia – ma anche le persone che abitano nel resto del territorio metropolitano e dell’isola, contribuendo così a generare generare un indotto e stimolare l’affermazione di una filiera economica e occupazionale in un settore che può fare da traino per l’economia locale».

Nove titoli in cartellone e quattro prime regionali per la Stagione di Prosa, tra dicembre ed aprile, con i grandi protagonisti della scena: dal coinvolgente “Breaking Brecht / Sing’n’Song Cabaret” di Giovanna Gra, con Veronica Pivetti, Manuela Mandracchia e Lucia Vasini, ad un sorprendente “Pirandello Pulp” firmato da Edoardo Erba, con Massimo Dapporto e Fabio Troiano, tra la sorprendente attualità della “Lisistrata” di Aristofane con Lella Costa e l’inedito ritratto di un eroe omerico in “Nessuno / Le avventure di Ulisse” di Emanuele Aldrovandi, con Stefano Accorsi e Francesca Del Duca, tra mito e contemporaneità. Un’appassionante ricerca della verità in “Stato contro Nolan (Un posto tranquillo)”, uno spettacolo di Alessandro Gassmann con Daniele Russo, da un testo di Stefano Massini; un emozionante rito fra teatro e magia sul dolore e sulla perdita, con “Abracadabra” di Babilonia Teatri ed un surreale dialogo dietro le sbarre con “Come Mandela” di Renato Cubo, con Massimo Wertmüller e Antonio Bannò, per la regia di Anna Piscopo, per una riflessione sulla libertà. Focus su etica ed identità con “Hospitality Suite” di Roger Rueff, con la regia di Francesco Scianna (attore di cinema e di teatro, diretto tra gli altri da Mario Martone, Cristina Comencini e Giuseppe Tornatore), anche protagonista sulla scena con Sergio Romano, Lorenzo Crovo e Fabrizio Romano, in una commedia graffiante dove i personaggi si mettono a nudo, svelando ambizioni e fragilità; mentre si ispira ad uno dei maestri dell’Impressionismo “Monet / Una vita a colori” di e con Marco Goldin, con musiche di Renzo Anzovino, per una full immersion nell’universo di Claude Monet, tra note biografiche e capolavori della storia dell’arte.

La Stagione di Danza al Teatro Comunale di Sassari comprende quattro spettacoli con due prime regionali da gennaio ad aprile, con affascinanti riletture di celebri balletti firmate da importanti coreografi contemporanei, accanto a creazioni originali: si parte con “Lo Schiaccianoci”, incantevole fiaba natalizia su musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij, nella versione di Mauro Bigonzetti con la MM Contemporary Dance Company. Le (dis)avventure del famoso hidalgo in “Don Quixote” su libretto di Marius Petipa, dal romanzo di Miguel de Cervantes, con coreografia di Gyula Harangozó per la compagnia del Serbian National Ballet Theatre diretta da Aja Jung; poi “Le Maschere” di Fredy Franzutti per la Compagnia Balletto del Sud, su musiche di Wolfgang Amadeus Mozart, Cesare Pugni e Riccardo Drigo, Johannes Brahms e Gioachino Rossini, per un omaggio ai grandi maestri, come Marius Petipa e Michel Fokine, in un’antologia di opere coreutiche sul tema del Carnevale e sulle Feste in Maschera. E infine “Giselle” su musiche di Adolphe Adam, nell’interessante rilettura contemporanea di David Campos per il suo Ballet David Campos: una creazione coreutica che sposa la leggenda delle Villi, evocata nel libretto di Théophile Gautier, alle Mujeres de Agua della tradizione catalana, per mettere l’accento su una storia d’amore e morte, con la tragica fine della protagonista, vittima della violenza maschile e la forza di un sentimento che continua oltre la vita, con una cifra originale tra modernità e pop.

Una programmazione attenta e mirata, rivolta agli amanti della prosa ed agli appassionati di danza, che spazia dalla rilettura dei classici – da “Lisistrata” con Lella Costa (in prima regionale il 9 febbraio) a “Nessuno / Le avventure di Ulisse” con Stefano Accorsi, a celebri balletti come “Lo Schiaccianoci”, “Don Quixote” e “Giselle”, accanto a “Le Maschere” di Fredy Franzutti con rimandi a Marius Petipa e Michel Fokine – agli omaggi al genio di Luigi Pirandello e di Bertolt Brecht, tra “Pirandello Pulp” dove la mise en scène de “Il giuoco delle parti” innesca un corto circuito tra realtà e finzione e “Breacking Brecht / Sing’n’Song Cabaret” – che apre la Stagione il 14 dicembre al Teatro Verdi – dove Veronica Pivetti, Manuela Mandracchia e Lucia Vasini raccontano “Lo strano caso di Bertolt Brecht”, tra la Storia del Novecento e la vita e le opere del grande drammaturgo tedesco, per una riflessione sul rapporto tra arte e società.

Alessandro Gassmann firma la regia di “Stato contro Nolan (Un posto tranquillo)” di Stefano Massini (in prima regionale il 26 gennaio) su un caso giudiziario che mette in discussione il ruolo del “quarto potere” ed il conflitto di interessi, tra la caccia allo scoop, la manipolazione delle notizie e la diffusione di un clima di paura mentre “Hospitality Suite” di Roger Rueff, con la regia di Francesco Scianna (in prima regionale il 28 febbraio), trasforma un incontro d’affari fra tre venditori ed un cliente importante, tra conversazioni banali su donne e cibo, lavoro ed amicizia, in un momento della verità, facendo emergere i diversi caratteri dei personaggi, le loro aspirazioni, le debolezze e le inclinazioni e perfino il loro credo religioso.

Uno sguardo sulla questione carceraria, tra un tentativo d’evasione e un ragionamento sul significato della libertà, sull’esempio dell’attivista sudafricano, in “Come Mandela” di Renato Cubo (in prima regionale il 9 marzo), che intreccia ironia e filosofia, mentre “Abracadabra” di Babilonia Teatri racconta l’indicibile attraverso la magia, per indagare sui grandi misteri dell’esistenza umana e “Monet / Una vita a colori” di e con Marco Goldin, nel centenario della scomparsa dell’artista francese, propone un itinerario visionario nei suoi dipinti.

La Stagione de La Grande Prosa & Danza 2026-2027 al Teatro Verdi ed al Teatro Comunale di Sassari affronta temi importanti e attuali, come la guerra e la pace, tra la ferocia e l’assurdità del gioco delle armi e l’idea paradossale di uno “sciopero delle donne” per fermare i conflitti; la civiltà patriarcale e la violenza contro le donne; la libertà di stampa e gli effetti della disinformazione; la spregiudicatezza e l’etica negli affari; la fragilità umana e la necessità di confrontarsi con la malattia ed il dolore; e ancora la sete di verità e giustizia e le mistificazioni del potere; e la potenza evocativa e catartica dell’arte. Una Stagione che unisce divertimento – ovvero la possibilità di distrarsi dalle cure quotidiane – ed impegno, ed offre interessanti spunti di riflessione sulla realtà, tra echi della Storia del Novecento ed il fascino degli antichi miti, la “magia” dei giochi di prestigio ed i miraggi e le illusioni, ma anche l’amarezza ed il disincanto che segnano il corso dell’esistenza, per riscoprire la ricchezza e la varietà di vicende e personaggi che compongono la comédie humaine, tra sentimenti universali come l’amore (e l’odio), le paure ed i desideri.

La Stagione di Sassari si arricchisce del fitto carnet di concerti di The Jazz Club Network, il progetto firmato CeDAC Sardegna in collaborazione con l’Associazione Il Jazzino, ispirato agli storici Jazz Clubs, che vede protagonisti – tra ottobre e dicembre – sul palco de Il Vecchio Mulino artisti ed ensembles di respiro internazionale, come il Sultan Stevenson Trio ed il Liane Carroll Trio, capitanato dalla straordinaria cantante e pianista inglese; il duo formato dal sassofonista Miguel Zenón e dal pianista Luis Perdomo con “El Arte del Bolero”; il Jasper Høiby’s 3 Elements, che schiera accanto al contrabbassista danese Xavi Torres (piano) e Naíma Acuña (batteria); ed il Sam Leak’s Aquarium – “The New Chapter”, con la reunion di uno dei gruppi di spicco della scena britannica. E ancora l’Alex Hitchcock Quartet ed il Lorenzo Tucci – Touch Trio all’insegna di un jazz moderno ed accattivante, intimistico e virtuosistico sulle tracce dell’album “Love Songs from Abruzzo”.

Nella programmazione del CeDAC Sardegna a Sassari si inseriscono anche gli Incontri sul Teatro a cura del giornalista, critico teatrale e studioso di storia del teatro Nicola Fano, su “I greci alla guerra: Lisistrata e Persiani”, “Riscrivere i classici (con altri linguaggi): Ulisse e Don Chisciotte” e “Scrittura narrativa e scrittura teatrale: Calvino e le Cosmicomiche” per un approfondimento, a partire dagli spettacoli in cartellone, di vari aspetti legati alla forma ma anche alle tematiche portate in scena dai grandi drammaturghi e commediografi – dai capolavori dell’Antica Grecia ai classici del Novecento, in un gioco di rimandi fra letteratura e teatro, attualità e mito.

IL CARTELLONE – LA GRANDE PROSA 2026-2027

Viaggio nel Storia del Novecento – lunedì 14 dicembre alle 20.30 al Teatro Verdi di Sassari – con “Breaking Brecht / Sing’n’Song Cabaret” con drammaturgia e regia di Giovanna Gra che racconta “Lo strano caso di Bertolt Brecht” affidandosi a tre splendide e versatili interpreti quali Veronica Pivetti, Manuela Mandracchia e Lucia Vasini, con direzione musicale di Alessandro Nidi e disegno luci di Eva Bruno (produzione International Music and Arts e Pigra Srl). Uno spettacolo epico-satirico incentrato sulla figura del grande poeta e drammaturgo tedesco, autore di testi emblematici, dopo l’esordio folgorante con “Baal” e “Tamburi nella notte”, dalla celeberrima “L’opera da tre soldi”, a “Nella giungla delle città”, “Ascesa e caduta della città di Mahagonny”, “Santa Giovanna dei Macelli”, “Terrore e miseria del Terzo Reich” e “Madre Coraggio e i suoi figli”, fino a “Vita di Galileo”, “La resistibile ascesa di Arturo Ui” e “Il cerchio di gesso del Caucaso”. Giovanna Gra trae spunto dalla vita e dalle opere dell’artista per affrontare temi fortemente attuali, a partire dalle Teorie di Manipolazione di Massa di Goebbels, fino alle riflessioni di Sigmund Freud tra «l’ego del passato all‘io cosciente dell’era digitale», con un inedito Adolf Hitler che “riscrive” il “Gastone” di Ettore Petrolini Petrolini e le idee di Marx ed Engels a fronte delle nuove tecnologie. In un’atmosfera surreale, per una sorta di gioco metateatrale, tra le protagoniste dei suoi drammi e le eroine dell’opera si materializza lo stesso Bertolt Brecht, che discute con Wagner e reinventa le vicende di Carmen e Traviata, in una pièce originale che mescola realtà e invenzione, memoria storica, psicanalisi, filosofia e poesia al ritmo delle musiche di Kurt Weil e di celebri hits del pop internazionale, per dar forma a un cabaret colto e popolare insieme, dove si fondono «la passione dell’opera lirica e la potenza nucleare dell’ironia», per riscoprire la forza e la modernità del teatro civile.

Una riflessione sulla libertà d’informazione nell’era delle fake news – martedì 26 gennaio alle 20.30 (in prima regionale) al Teatro Comunale di Sassari – con “Stato contro Nolan (Un posto tranquillo)” di Stefano Massini, uno spettacolo di Alessandro Gassmann con Daniele Russo, Gaetano Bruno, Mauro Marino, Emanuele M. Basso, Gaia Benassi, Davide Dolores, Giuseppe Gandini, Stefano Guerrieri, Alessia Santalucia e Angelo Zampieri (produzione Fondazione Teatro di Napoli / Teatro Bellini, Teatro Biondo Palermo, Lombardi Creative Studios Srl). Il processo contro il proprietario di un giornale, Herbert Nolan, accusato di aver manipolato le notizie a fini personali, sfruttando l’uccisione di un vagabondo, scambiato per un rapinatore o uno stupratore per generare un clima di paura in una cittadina del provincia nell’America degli Anni Sessanta, per incrementare la vendita di armi, a vantaggio di una fabbrica locale, offre lo spunto per indagare il ruolo e le responsabilità del “quarto potere” nel rispetto della verità. «L’informazione vive un’era di stravolgimenti profondi, e credo che anche il teatro debba occuparsene – sottolinea il regista Alessandro Gassmann – Stefano Massini lo fa con estrema intelligenza in questo testo che mi ha subito colpito per la sua capacità di parlare di manipolazione dell’informazione, tema così complesso, coinvolgendo ed appassionando. Una comunità si ritrova a discutere dell’omicidio di un ragazzo nero… Un pubblico ministero ed un avvocato, si affrontano con sublime abilità… Immagino uno spettacolo rigoroso, drammatico visto il tema affrontato ma anche divertente, perché dove si scontrano due intelligenze scaturisce sempre ironia, perché il teatro deve assomigliare alla vita e nella vita, anche nei momenti bui, può capitare un sorriso».

Un’antica commedia sulla pace e sulla guerra – martedì 9 febbraio alle 20.30 (in prima regionale) al Teatro Comunale di Sassari – con “Lisistrata” di Aristofane, nella traduzione di Nicola Cadoni, con adattamento di Emanuele Aldrovandi e Serena Sinigaglia, con Lella Costa nel ruolo della protagonista, una donna in guerra contro la guerra e con (in o. a.) Marco Brinzi, Christian Di Domenico, Stefano Orlandi, Pilar Perez Aspa, Giorgia Senesi e Irene Serini, scenografia di Maria Spazzi, disegno luci di Alessandro Verazzi, costumi di Gianluca Sbicca e musiche di Filippo Del Corno, consulenza musicale di Sandra Zoccolan (musiche registrate da Sandra Zoccolan (voce) con l’Ensemble Sentieri Selvaggi), coreografie di Alessio Maria Romano, assistente scenografa Chiara Modolo e assistente alla regia Arianna Sorci, per la regia di Serena Sinigaglia (produzione INDA e Teatro Carcano). «Lisistrata parla di guerra. O meglio parla di chi non ne può più di subire o fare la guerra – sottolinea la regista Serena Sinigaglia –. Il paradosso di Aristofane, a distanza di secoli, mi appare tutt’altro che un paradosso: se le donne di tutti i fronti di guerra si unissero sotto la bandiera della pace, negandosi ai mariti o ai propri compagni, non cesserebbero gli scontri armati e le battaglie? Ma spingiamoci oltre, oltre la rigida definizione di genere: se davvero chiunque, uomo o donna che sia, opponesse alla volontà di guerra lo sciopero del sesso, non si otterrebbe la pace?». E aggiunge: «Di fronte ai continui femminicidi, alla drammatica quanto insopportabile discriminazione di genere… Lisistrata ci suggerisce la strada: reimparare la grammatica dell’amore. Che se non ce l’hai, sei perduto, che se non ce l’hai, poi, fai la guerra. Uomo e donna, oggi, che tornano ad amarsi e rispettarsi, ecco la vera rivoluzione!».

Una riflessione sull’etica e sulle scelte private e professionali – domenica 28 febbraio alle 20.30 (in prima regionale) al Teatro Comunale di Sassari – con “Hospitality Suite” di Roger Rueff, nella traduzione italiana di Paola Ponti e Paola Ermenegildo (in accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di Roger Rueff) con Francesco Scianna, Sergio Romano, Lorenzo Crovo e Fabrizio Romano, con scene e disegno luci di Angelo Linzalata, costumi di Stefania Cempini e musiche di Paolo Spaccamonti, regista assistente Luca Bargagna, per la regia di Francesco Scianna (produzione Marche Teatro – Goldenart Production – Teatro Biondo Palermo – La Fabbrica dell’Attore / Teatro Vascello). Una riunione d’affari diventa occasione di incontro e confronto fra tre venditori in attesa di un cliente importante, per un contratto che potrebbe segnare una svolta nelle loro carriere: i tre uomini parlano di sé, delle loro aspirazioni e delle delusioni, del valore dell’amicizia, dell’ansia di successo e della paura di un fallimento. “Hospitality Suite”, da cui è stato tratto il film “The Big Kahuna” con Kevin Spacey, Danny DeVito e Peter Facinelli, risulta di straordinaria attualità: «La potenza del testo di Roger Rueff risiede in ciò che stiamo pienamente vivendo oggi – sottolinea l’attore e regista Francesco Scianna – la società della tecnica, lo sfruttamento della natura e dell’uomo per il solo sviluppo della tecnica stessa, l’uomo che diventerà superfluo perché sostituibile dal robot… Mi affascina l’incontro tra queste tre differenti umanità, Phil – Larry – Bob – i nostri tre protagonisti, ciascuno in una fase della propria vita ben precisa, con i propri drammi interiori ed i conflitti esterni legati al bisogno d’affermazione e di conquista di un’identità sociale. Nessuno è portatore di una verità oggettiva, se vogliamo tutti sono fallibili, incompleti». E conclude: «Mi affascina pensare come, al di là del risultato finale, ciò che accade in questo incontro dentro una stanza d’hotel possa cambiare il destino di tutte queste anime. E’ l’urlo dell’umanità, del recupero di essa, che può salvarci».

Un’indagine sulla condizione umana e sui paradossi della società – martedì 9 marzo alle 20.30 (in prima regionale) al Teatro Comunale di Sassari – con “Come Mandela” di Renato Cubo, con Massimo Wertmüller e Antonio Bannò, per la regia di Anna Piscopo (produzione BAM Teatro) che parte dall’incontro di due carcerati, tra piani di fuga e «zero conoscenze del Sudafrica». Una pièce surreale che racconta un ipotetico tentativo di evasione da un carcere di massima sicurezza, alla vigilia della demolizione dell’edificio e di un probabile trasferimento: un detenuto in procinto di spiccare il volo verso la libertà, attraverso un buco nella cella, si ritrova inaspettatamente «un nuovo compagno per la notte, un feroce pluriomicida» convinto assertore dell’idea che «evadere sia sbagliato, perché ogni condanna è a suo modo sacra». E soprattutto perché «Mandela non lo avrebbe mai fatto». Tra i due prigionieri inizia così un dialogo in cui la figura del politico sudafricano, impegnato nella difesa dei diritti civili e nella lotta contro l’apartheid, rinchiuso per ventisette anni in carcere per la sua opposizione alla segregazione razziale diventa il punto di riferimento in un difficile «gioco di persuasione» sui vantaggi della vita dietro le sbarre. Infatti il detenuto si prepara a fuggire per riconquistare l’agognata libertà, «nonostante debba ammettere che fuori sia pieno di ipocrisie, sofferenze e si corra continuamente il rischio di essere investiti da un’auto elettrica», l’altro insiste nel provare a convincerlo che «la vita in carcere sia la migliore possibile». Nel dialogo, emerge un pensiero “rivoluzionario”: «E poi diciamocelo: se Mandela (Nelson) non lo ha fatto, chi siamo noi anche solo per provarci? Come Mandela (il grande, grandissimo Nelson) ci si diventa solo in un modo: sfruttando al meglio il tempo in galera, per poi uscire e vincere con merito tutto il Sudafrica».

Un viaggio oltre la soglia dell’indicibile attraverso un «rito magico e teatrale» – mercoledì 17 marzo alle 20.30 al Teatro Comunale di Sassari – con “Abracadabra” di Babilonia Teatri, con Enrico Castellani, Valeria Raimondi, Francesco Scimemi ed Emanuela Villagrossi, con scene, costumi e disegno luci a cura di Babilonia Teatri (produzione Teatro Metastasio di Prato – con il sostegno di Operaestate/CSC di Bassano del Grappa e Ariateatro Ets). Una pièce teatrale originale, nata da un «innamoramento per la magia» e dall’incontro tra gli attori ed il prestigiatore Francesco Scimemi, con l’idea di mettere in risalto il potenziale narrativo della magia, affidandosi a «triks e illusioni», si trasforma sotto l’influsso della realtà. La fragilità umana irrompe sulla scena, mettendo a nudo sentimenti e paure, l’arte si fa metafora della vita e la dimensione fantastica diventa così la chiave per interpretare l’imprevedibile e curare le ferite dell’anima, in una sorta di simbolica catarsi. «Per raccontare alcuni eventi della vita il teatro forse non è sufficiente – sottolineano gli artisti – c’è bisogno di un atto magico, un rito che trasforma il palco in un ponte che connette la vita alla morte grazie a un gioco di prestigio e a grandi illusioni». Il castello degli incantesimi capaci di piegare e riplasmare la materia, per effetto dell’abile illusione creata da un artista, s’infrange dinanzi alla crudeltà del destino, ma forse grazie alla magia diventa possibile varcare l’ultima soglia, per entrare nell’aldilà, tra sogno e immaginazione. Il teatro è un rito laico, al confine tra il mondo dei vivi e il regno dei morti, uno strumento sciamanico per interrogare e ritrovare gli spiriti di coloro che sono stati e ora appartengono ad un’altra dimensione sconosciuta ed intangibile. “Abracadabra” diventa così uno spettacolo dove «la magia si fa evocazione», come ricordano gli autori ed interpreti Valeria Raimondi e Enrico Castellani, per affrontare temi delicati come la malattia e la perdita di una persona cara, in una forma simbolica e poetica dove l’arte si fa «ponte tra la vita e la morte».

Una rilettura del mito in chiave contemporanea – lunedì 22 marzo alle 20.30 al Teatro Comunale di Sassari – con “Nessuno / Le avventure di Ulisse” di Emanuele Aldrovandi, con Stefano Accorsi e con Francesca Del Duca, con scene di Luigi Ferrigno e costumi di Giovanna Buzzi, adattamento e regia di Daniele Finzi Pasca (produzione di Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo) per un inedito ritratto dell’eroe omerico, abile condottiero ed inventore dello stratagemma del cavallo di legno, l’ultimo a ritornare in patria tra i vincitori della guerra di Troia. “Nessuno / Le avventure di Ulisse” trae spunto dagli antichi poemi per esplorare «la dimensione più intima e umana dell’eroe»: il re di Itaca, figlio di Laerte ed Anticlea, partito alla testa di un esercito per la campagna militare in Asia Minore guidata da Agamennone, dopo la caduta di Troia si mette in viaggio, tra mille peripezie, verso la sua Isola. La scrittura di Emanuele Aldrovandi mette l’accento sulla dimensione interiore e sulla ricerca di sé, tracciando un percorso «nella memoria, nei sentimenti e nelle fragilità di un uomo che, più di ogni altro, incarna il desiderio di conoscenza e il bisogno di ritrovare la propria casa». Al centro del racconto, la figura di Penelope, «presenza costante e luminosa, simbolo di un amore capace di attraversare il tempo, l’assenza e l’attesa». «Vengo da un teatro dove il corpo martella le parole forgiando immagini incoerenti simili a sogni – sottolinea il regista Daniele Finzi Pasca – sono un clown, amo gli eroi semplici, i perdenti, quelli nei quali mi riconosco, i fragili, quelli fatti di materia che si sbriciola. Così ho trasformato il dialogo interiore di un eroe sacro in un dialogo colmo di amore tra un eroe fragile e il suo amore… è arrivata Penelope, un fuoco calmo, il ritmo selvaggio della femminilità, la voce che ci guida verso casa».

Un omaggio al grande drammaturgo, scrittore e poeta siciliano – martedì 11 maggio alle 20.30 al Teatro Comunale di Sassari – con “Pirandello Pulp” di Edoardo Erba, con Massimo Dapporto e Fabio Troiano, con scene di Angelo Lodi e disegno luci di Cesare Agoni, per la regia di Gioele Dix (produzione Teatro Franco Parenti): una pièce originale e ricca di suspense, costruita intorno ad un meccanismo metateatrale, tra fragili equilibri e rapporti di potere, nell’intrecciarsi di vita ed arte. Quando Maurizio, un regista, impegnato nelle prove per un nuovo allestimento de “Il giuoco delle parti” di Luigi Pirandello, si trova davanti Carmine, un (sedicente) tecnico luci il quale, sofferente di vertigini, pur di non inerpicarsi sulla scala per occuparsi del montaggio dei fari, si mette a inventare interpretazioni e soluzioni sceniche per il dramma, si verifica un imprevisto capovolgimento dei ruoli. Infatti per il regista, alla ricerca di una chiave di lettura originale per il suo spettacolo, si lascia ammaliare dalle proposte stravaganti del suo interlocutore, e si affida a quelle «intuizioni» spiazzanti e provocatorie per immaginare una versione pulp del testo pirandelliano, «ambientata in un anonimo parcheggio di periferia, teatro di relazioni ambigue e scambi di coppia». Ma come la filosofia di Leone Gala, solo apparentemente innocua, come l’abitudine all’incomprensione ed alle infedeltà della moglie, che si rivela invece una trappola mortale per il suo rivale, in questo inedito “giuoco delle parti” emergono inquietanti ed inattese verità, «capaci di incrinare gli equilibri tra i due uomini e di condurre la vicenda verso un finale sorprendente». Nel suo stile ironico e pungente, Edoardo Erba «rilegge il metateatro pirandelliano» trasportandolo nella società contemporanea: “Pirandello Pulp” è una commedia divertente «sul confine tra realtà e finzione, maschera e identità».

FUORI ABBONAMENTO – PROSA

Omaggio a Claude Monet, nel centenario della scomparsa – mercoledì 21 aprile alle 20.30 al Teatro Comunale di Sassari – con “Monet / Una vita a colori” di e con Marco Goldin, con le musiche originali scritte ed eseguite da Remo Anzovino (pianoforte) in scena con Daniela Savoldi (violoncello e voce), animazioni video e montaggio a cura di Luca Attili (Produzione, IMARTS – Fondazione Teatro Due). Una vita d’artista tra parole, note e visioni con il nuovo progetto teatrale del critico, storico dell’arte e scrittore Marco Goldin, dedicato ad uno dei maestri dell’Impressionismo, per una full-immersion nell’universo del pittore francese e nei suoi dipinti. Il racconto si snoda attraverso sei “capitoli”, dagli esordi di Monet tra la foresta di Fontainebleau e le spiagge di Normandia negli anni sessanta dell’Ottocento, poi la grande stagione dell’Impressionismo tra i villaggi di Argenteuil e Vétheuil, negli anni settanta; quindi all’inizio del decennio successivo, le scogliere di Normandia; e a a seguire i viaggi dell’artista nel Mediterraneo, tra Bordighera e Antibes, accanto alle pianure dei tulipani in Olanda e al candore della neve in Norvegia. Infine i soggiorni a Londra e a Venezia e infine il fascino del giardino incantato di Giverny. “Monet / Una vita a colori” ripercorre i momenti cruciali della vita del pittore e l’evoluzione della sua arte, dall’intuizione dell’Impressionismo alla tendenza verso un linguaggio più astratto, fino al «vero e proprio romanzo delle ninfee» nel giardino di Giverny.

LA STAGIONE DI DANZA 2026-2027

Una moderna rilettura della celebre favola sulle punte – sabato 2 gennaio alle 20.30 (in replica domenica 3 gennaio alle 16.30 – fuori abbonamento) al Teatro Comunale di Sassari – con la prima regionale de “Lo Schiaccianoci” (The Nutcracker) con coreografia di Mauro Bigonzetti e musica di Pëtr Il’ič Ciajkovskij, scene, luci e ideazione video di Carlo Cerri, realizzazione video a cura di OOOPStudio, costumi di Lois Swandale e Kristopher Millar, realizzazione costumi di Nuvia Valestri, realizzazione attrezzeria a cura di Studio Cromo Attosecondo, assistente alla coreografia Roberto Zamorano e maestro ripetitore Enrico Morelli (produzione LAC Lugano – in coproduzione con MM Contemporary Dance Company). Sotto i riflettori, i ballerini della MM Contemporary Dance Company (Matilde Abbati, Jasmine Begici, Filippo Begnozzi, Elisa Bocconi, Margherita Ciardi, Mario Genovese, Paolo Giovanni Grosso, Aurora Lattanzi, Giulia Lusetti, Sara Manzini, Luca Marchi, Lorenzo Molinaro, Federico Musumeci, Jada Piccinini, Giorgia Raffetto, Alice Ruspaggiari, Diletta Savini, Maxime Schiavon, Loris Schirinzi, Nicola Stasi, Gennaro Todisco, Giuseppe Villarosa) per un affascinante racconto per quadri, impreziosito dalle immagini in 3D, ispirato ad una novella di E.T.A. Hoffmann, dove la giovane Clara riceve in dono dal misterioso e carismatico Drosselmeier un bellissimo burattino, che durante la notte prende vita e conduce la fanciulla in una dimensione onirica e fantastica. «Più che il grande repertorio ballettistico, sarà il racconto originario di Hoffmann, permeato di quelle atmosfere visionarie che giocano con l’ambiguità tra ciò che è visibile e ciò che è fantastico, tra il reale e l’inconscio, a caratterizzare le linee guida di questo spettacolo – spiegano Mauro Bigonzetti e Carlo Cerri – Vogliamo costruire un ambiente irreale, sincrono all’estetica tecnologica contemporanea, dove la percezione del fluire delle immagini è beffata dall’inganno della vista e dove il rincorrersi e sovrapporsi di vero e fantasia sembra innescare qualcosa come un cortocircuito elettronico».

Le (dis)avventure del celebre hidalgo e la storia d’amore di Kitri e Basilio – martedì 19 gennaio alle 19.30 al Teatro Comunale di Sassari – in “Don Quixote”, un Balletto in due atti su libretto di Marius Petipa (tratto dal romanzo di Miguel de Cervantes) con musica di Ludwig Minkus, con la coreografia di Gyula Harangozó e la direzione artistica di Aja Jung (produzione Serbian National Ballet Theatre). Un capolavoro della storia della danza, ispirato all’iconico personaggio nato dalla penna dello scrittore, poeta e drammaturgo spagnolo, dove si intrecciano i temi cavallereschi e l’amore contrastato di due giovani: sulla falsariga della fortunata versione di Marius Petipa per il Teatro Bol’šoj di Mosca, Don Chisciotte e il fido Sancho Panza giungono in un villaggio, dove il nobile hidalgo crede di riconoscere l’amata Dulcinea nella bella Kitri, innamorata di Basilio, un semplice barbiere, mentre il padre vorrebbe darla in sposa al nobile e ricco Gamache. I due giovani fuggono, trovano ospitalità in un accampamento di gitani e poi finiscono in una taverna, dove vengono raggiunti dal padre della fanciulla e dal ricco pretendente, e grazie ad un finto tentativo di suicidio di Basilio ed all’intervento di Don Chisciotte, si arriva all’atteso lieto fine. Una favola ironica e tenera, tratta dalla storia de “El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha” narrata da Miguel de Cervantes, che ha ispirato diverse creazioni coreografiche, da quelle storiche di Franz Hilverding e di Jean Georges Noverre a Vienna e di Joseph Boismortier a Parigi alla versione di Paolo Franchi per il Teatro alla Scala, senza dimenticare quella di Charles Didelot per i Balletti Imperiali di San Pietroburgo, fino al successo della versione di Anna Pavlova, seguita da quelle di Rudol’f Nureev e Michail Baryšnikov, ed al balletto creato ed interpretato da George Balanchine per il New York City Ballet, per citare solo alcuni degli artisti che hanno saputo tradurre in danza e musica la follia poetica dell’hidalgo spagnolo.

Una raffinata antologia di celebri balletti e creazioni originali – mercoledì 3 febbraio alle 20.30 al Teatro Comunale di Sassari – con “Le Maschere”, una coreografia di Fredy Franzutti ispirata al tema del Carnevale e alla grande tradizione delle maschere italiane, su musiche di Wolfgang Amadeus Mozart, Cesare Pugni, Riccardo Drigo, Johannes Brahms e Gioachino Rossini (produzione Compagnia Balletto del Sud). Il fascino e il mistero delle maschere, che hanno origini antiche e ben radicate nella cultura europea (e non solo), e poi si codificano nei personaggi e nei caratteri della Commedia dell’Arte, oltre a nutrire un vasto immaginario e il gusto popolare, come dimostrano le riproduzioni in ceramica e le declinazioni Liberty e Art Déco, si riflettono anche nelle opere coreutiche di artisti come Marius Petipa e Michel Fokine. Ne “Le Maschere”, Fredy Franzutti ripropone alcuni classici, come “Harlequinade” (Les millions d’Arlequin) di Marius Petipa, con musiche dell’italiano Riccardo Drigo, presentato nel 1900 a San Pietroburgo con grande successo, e pure “Il Carnevale di Venezia”, sempre di Petipa, del 1859, un pas de deux su musica di Cesare Pugni creato per la ballerina Amalia Ferraris e successivamente inserito nel balletto “Satanella” (Le diable amoureux). E ancora, “Carnaval” di Michel Fokine, un breve atto unico, creato in Russia nel 1910 sull’omonima Suite per pianoforte Op. 9 di Robert Schumann, già famoso a pochi mesi dal debutto anche grazie alla versione eseguita a Berlino dai Ballets Russes di Diaghilev, con Lydia Lopokova e il “divino” Nijinskij. In programma anche “The Fairy Doll” (Die puppenfee), una coreografia di Nikolaj e Sergej Legat per il Teatro Ermitage di San Pietroburgo datata 1903, su musiche di Josef Bayer, tratta dal racconto di E.T.A. Hoffmann che ha ispirato la “Coppélia” di Saint-Léon–Delibes; e “La morisca”, una Cachucha, creata nel 1836 per Fanny Elssler. Infine una serie di creazioni dello stesso Fredy Franzutti, tutte ispirate al tema della maschera o alle Feste di Carnevale.

Infine un famosissimo balletto romantico, reinterpretato con sensibilità contemporanea – giovedì 8 aprile alle 20.30 al Teatro Comunale di Sassari – con la prima regionale di un’inedita “Giselle”, con coreografia e regia di David Campos sulle musiche di Adolphe Adam, direttrice associata e Ballet Teacher Irene Sabas, video a cura di Joan Brobot, adattamento musicale di Llorens Peris, costumi di Irene Sabas e David Campos e disegno luci di Kiko Planas (produzione Ballet David Campos). Una versione originale, potente e suggestiva, della tragica storia della fanciulla morta per amore descritta nel libretto di Théophile Gautier e Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges, ispirato alla leggenda delle Villi (da “De l’Allemagne” di Heinrich Heine), per cui anime delle giovani donne si vendicano degli uomini che le hanno tradite o abbandonate, costringendoli a danzare fino alla morte, cui il coreografo spagnolo accosta quella delle Mujeres de Agua, «che emergono da laghi e ruscelli per trascinare i colpevoli in una danza fatale». La storia struggente e poetica di “Giselle” assume per David Campos una connotazione di forte attualità, a fronte del dramma dei femminicidi: «al centro della sua versione non vi è l’inganno amoroso, ma la violenza; Giselle non è una figura eterea o addolcita: è una giovane donna piena di vita, desiderosa di amare, uscire, divertirsi, cercare felicità». Una donna moderna che aspira ad una esistenza indipendente e libera, ma la sua felicità viene «brutalmente interrotta dalla forza fisica e dal dominio maschile. La sua morte diventa un atto che reclama giustizia. La vendetta si intreccia però con il sentimento: anche oltre la morte, Giselle continuerà a cercare il suo amato». David Campos proietta la sua “Giselle” nella cultura pop e rock contemporanea, rievocando l’energia di “Grease” nel descrivere il mondo giovanile, e privilegiando l’acqua, elemento chiave della leggenda della Mujeres spagnole, come strumento di punizione, ma conservando l’idea romantica di una passione che continua dopo la morte.

Tags: La Grande Prosa & Danza 2026-2027sassari

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