Il mare della Sardegna si conferma anche nel 2026 fra i più puliti d’Italia, secondo l’ultima campagna di monitoraggio condotta anche quest’anno dall’Arpas.
L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha effettuato controlli su 664 acque di balneazione, lungo 1.553 chilometri costa, pari a circa il 62% del totale, e il 99,4% degli oltre 4.000 campioni analizzati è risultato conforme ai limiti di legge per i due parametri microbiologici di riferimento: Escherichia coli ed enterococchi intestinali.
Fra il 7 aprile e il 16 settembre scorsi i laboratori Arpas di Cagliari e Sassari hanno eseguito 8.146 analisi.
I risultati sono anche migliori rispetto alla campagna 2025, quando la percentuale di campioni conformi era stata pari al 98,9%. I casi di superamento dei limiti sono stati 24, contro i 52 dell’anno scorso, in 19 acque di balneazione di una dozzina di comuni, contro le 44 in 21 comuni costieri evidenziate nel 2025. Sono diminuiti, dunque, anche i campionamenti suppletivi che vengono disposti in caso di esito sfavorevole: sono stati 36, meno della metà dei 78 del 2025.
Si sono ridotti anche gli episodi di inquinamento persistente, quelli cioè che perdurano per oltre 72 ore.
Quest’anno hanno riguardato due soli casi, contro i cinque del 2025. Nei casi di non conformità l’Arpas allerta il comune interessato che emette un’ordinanza di divieto temporaneo di balneazione, provvedimento che viene revocato una volta che le nuove analisi attestano il ritorno dei parametri alla normalità.
Gran parte dei casi fuori norma, rileva l’Agenzia, si deve a eventi accidentali e di breve durata che rientrano già nel primo controllo successivo.
Dalla rete regionale di monitoraggio sono esclusi 372 chilometri (il 15% del totale) in cui ricadono acque potenzialmente balneabili ma difficili da raggiungere, come falesie, scogli e isolotti; e 568 chilometri (il 23%) di tratti non balneabili, in quanto vi ricadono porti, foci di fiumi, zone interdette e riserve integrali.



















