La Regione Sardegna è presente con una propria delegazione a IMARC 2026 – International Mining and Resources Conference – il più importante appuntamento dell’area Asia-Pacifico dedicato al settore minerario, alle risorse naturali e alle materie prime critiche in programma a Sydney dal 27 al 29 ottobre.
La missione, guidata dal capo di Gabinetto dell’Assessorato regionale dell’Industria Guido Portoghese e dalla referente tecnica Francesca Tolu, si inserisce nel percorso avviato dalla Regione per valorizzare il comparto estrattivo e il patrimonio minerario dell’Isola, attrarre investimenti e sviluppare nuove filiere industriali orientate all’innovazione, alla sostenibilità ambientale e all’economia circolare.
La Regione Sardegna partecipa all’evento insieme alla delegazione italiana, composta da rappresentanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), di ISPRA, di ENEA e di Invitalia.
“La Sardegna può trasformare una storica criticità ambientale in una nuova opportunità di sviluppo sostenibile. La valorizzazione dei residui minerari, insieme agli interventi di bonifica e alla ricerca sulle materie prime critiche, rappresenta una leva strategica per la competitività del territorio e per il raggiungimento degli obiettivi europei di autonomia nelle catene del valore delle risorse strategiche”, ha evidenziato l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani nei saluti in occasione dell’evento istituzionale Italia-Australia “Securing the Future – The State of Italy–Australia Relations in Critical Minerals” .
All’incontro sono intervenuti anche l’ambasciatore d’Italia in Australia Nicola Lener, il sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Massimo Dell’Utri e il responsabile dell’Unità per l’Internazionalizzazione del Mimit Alberto Castronovo.
L’appuntamento ha rappresentato un’importante occasione di confronto con le istituzioni e gli operatori australiani sulle prospettive di cooperazione nel settore delle materie prime critiche, con particolare attenzione alla sicurezza delle catene di approvvigionamento, agli investimenti e allo sviluppo di filiere sostenibili.
Nel corso dell’evento sono state presentate le strategie regionali per la valorizzazione del patrimonio minerario, attraverso il trattamento dei residui delle attività estrattive storiche e il recupero delle materie prime critiche in essi contenute.
La delegazione regionale ha illustrato le peculiarità delle risorse minerarie della Sardegna e la lunga tradizione estrattiva dell’Isola, che oggi può rappresentare un laboratorio per lo sviluppo dell’economia circolare applicata ai residui minerari. Questi depositi, oltre a costituire una sfida sotto il profilo ambientale, possono offrire nuove opportunità di approvvigionamento di metalli e materie prime strategiche per la transizione energetica e digitale.
Particolare attenzione è stata dedicata alle attività di ricerca promosse e finanziate dalla Regione, finalizzate alla sperimentazione di tecnologie per il recupero di piombo, zinco e altre materie prime critiche dai residui delle attività estrattive. Le sperimentazioni in corso puntano a coniugare la valorizzazione economica dei materiali con la riduzione degli impatti ambientali e la messa in sicurezza permanente delle aree interessate.





















