A trent’anni di distanza da un caposaldo imprescindibile del rap sardo e italiano come Wessisla (1996), pietra miliare che ha sdoganato il suono G-funk e West Coast a livello italiano e sardo, i Sa Razza tornano in scena con Islanders Veri, un imponente doppio album da diciannove tracce. Nati e cresciuti tra i rioni di Iglesias, nel cuore minerario del Sulcis, Quilo e Ruido riaffermano il proprio ruolo di veterani e custodi di un codice espressivo nato nel Sulcis e sicuramente lontano dalle logiche patinate della musica di consumo.
Il disco si presenta come una produzione musicale capace di coniugare la memoria storica dell’hip hop isolano con una visione contemporanea del rap, supportata da una incredibile lista di collaborazioni che riunisce i pesi massimi della scena italiana e alcuni tra i migliori artisti sardi tra mcs e producers. .
L’apertura dell’album è affidata al brano manifesto QR CODE, condotto sul beat hardcore di Ismakilla con gli scratch di Dj Walldot e il ritornello di Natty Sam, che fissa le coordinate di una resistenza culturale radicata nell’isola. Questa stessa attitudine attraversa l’intera tracklist, proponendo un ponte generazionale e geografico che unisce le radici del Sulcis ai grandi centri del rap italiano: ne è un esempio perfetto Ford Scorpio, traccia prodotta da DR Meetch in cui la crew ospita Guè per rievocare con un testo street diretto l’iconica automobile presente sulla copertina di Wessisla, creando un’atmosfera che si ispira anche al noto video game GTA. Il legame con la storia del genere riaffiora con forza anche in Così Fresh, traccia impreziosita dalla presenza di Neffa, dal beat di DR Meetch e Kermit e la voce di Marco Cotza , che celebra lo storico incontro tra gli artisti avvenuto negli anni Novanta alla Century Vox di Bologna.
L’album spazia attraverso diversi mood: il soul-funk d’autore firma la collaborazione con Tormento in 70’s Dreamers, prodotta da Promo L’inverso, mentre Fill’e BGSS vede l’innesto di un grande Jake La Furia su un beat curato da Ruido, Chef P e Nikidefre. L’apertura verso le influenze ragga e raggamuffin si concretizza in Mundu Arrevesciu insieme ai Sud Sound System con la produzione di Dero, creando una connessione diretta e d’impegno sociale tra la Puglia e la Sardegna, laddove 4 Life con Vacca ribadisce la devozione per l’estetica West Coast fin dal giorno zero. Non mancano momenti di sarcasmo, come in Skippa feat. Doll Kill, dove si mette alla berlina la frenesia del consumo musicale moderno condizionato dagli algoritmi, o in True Lies, un monito a mantenere la propria autenticità contro l’omologazione di massa. Tra I pezzi più introspettivi citiamo Come Sabbia con Azzurra Parisi e Il cielo non puo’ crollare con la voce di Donato sul beat di Rhamez, mentre Carogna con Joe Perrino che recita l’intro e la strofa di Sick Boy Simon richiama atmosfere dark hardcore.
La Sardegna raccontata dai Sa Razza rifiuta esplicitamente la narrazione stereotipata da “villaggio vacanze”, rivendicando la propria complessità e fierezza in brani come L’isola che non c’è con Lil Pin, che rende omaggio al sound dei Cypress Hill e all’album EYAA (2001) e Sardinia Flava insieme a Riky su beat di Kermit. La lingua sarda, che si ritrova un po in tutti i brani, diventa uno strumento di identità e ironia sia nell’incalzante *Sind’Ayo! sia nei ritmi Latin di Sdongio. In queste 19 tracce trova spazio anche la pungente satira di Porto Gente insieme a Kumalibre e lo sguardo rivolto ai rioni in Da dove vieni? con Montenero della Dogo Gang. Si chiude con I tratti della Calma reload, dove il talento emergente G Leggenda affianca gli OGs per rileggere uno dei pezzi storici della crew sulla produzione di Pietrino ak Chef P, un producer multi platino che non ha bisogno di presentazioni.
Islanders veri celebra non solo un album epico come Wessisla ma soprattutto il legame con Iglesias e il territorio. E’ la cover art stessa a rappresentare il Pan di Zucchero come un simbolo di appartenza, una roccia millenaria che sembra essere un guardiano di quelle terre. Il design raffinato e potente è stato curato da Zisto senza maltrattare nessuna AI mentre il look fotografico arriva dall’obiettivo di Michelangelo Paone, professionista di iglesias. Tutto questo album è un opera studiata nei particolari compreso il fatto che il disco in vinile è made in sardinia, infatti è stato realizzato da un azienda sarda olbiese, la DessLab.
Mentre la musica scorre veloce nella giugla degli algoritmi , i Sa Razza, Quilo e Ruido, restano un punto di riferimento per la cultura hip hop e dimostrano che la legacy è viva, che le radici forti tengono stretta quella terra che negli anni ci hanno raccontato. Nel sito islandersveri.com e nelle loro pagine ufficiali trovate sempre tutte le news aggiornate riguardanti questo viaggio che a quanto pare, è solo all’inzio.




















