Sei istituti penitenziari su dieci in Sardegna ospitano più detenuti dei posti realmente disponibili, con un tasso di affollamento effettivo del 104,7%, ben superiore al 95,5% indicato dai dati ufficiali”.
È il quadro della situazione penitenziaria nell’isola al centro della visita e dell’assemblea che si sono svolte nella Casa di reclusione di Onanì Mamone (Nuoro), dove il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), Donato Capece, ha incontrato il personale insieme alla delegazione regionale del sindacato, guidata dal segretario nazionale per la Sardegna Luca Fais e dal delegato nazionale Antonio Cannas.
I numeri diffusi dal sindacato fotografano una situazione preoccupante: “in Sardegna sono presenti 2.553 detenuti a fronte di 2.438 posti realmente disponibili, mentre il 76,2% della popolazione detenuta è ristretto in istituti sovraffollati.
Una condizione che impone – secondo il Sappe – interventi concreti per garantire condizioni detentive adeguate e assicurare al personale di Polizia Penitenziaria strumenti, organici e risorse sufficienti per svolgere in sicurezza i delicati compiti istituzionali”.
“I numeri ufficiali non sempre restituiscono la reale condizione degli istituti penitenziari. Per valutare correttamente la situazione bisogna considerare i posti effettivamente disponibili, sottraendo quelli inutilizzabili. In Sardegna, sei istituti su dieci sono già oltre la capienza reale: è un dato che non può essere sottovalutato», dichiara Capece.






















