In Sardegna, su oltre 1 milione di abitazioni di proprietà, ben 320mila, pari al 32%, risultano non occupate o destinate agli affitti brevi.
Di queste, circa 51mila sono utilizzate per locazioni turistiche, mentre nelle aree interne la quota delle abitazioni disabitate supera il 50%.
Al contrario, l’80% delle compravendite immobiliari è concentrato lungo i litorali, con la sola Gallura che assorbe il 21,7% delle transazioni regionali.
Un mercato, dunque, profondamente squilibrato, proprio mentre cresce la domanda di abitazioni da parte di famiglie, lavoratori e studenti. Anche la popolazione anziana esprime bisogni abitativi nuovi, che oggi non trovano ancora un’offerta adeguata di soluzioni flessibili e dedicate. A pesare sulle famiglie è inoltre il costo complessivo dell’abitare: mutui, affitti e utenze incidono per il 33,5% sul reddito familiare. La sfida, quindi, non è soltanto costruire nuove abitazioni, ma riportare sul mercato quelle inutilizzate, rigenerare i centri e le aree interne, diversificare l’offerta abitativa e migliorare la qualità del patrimonio esistente.
L’obiettivo è rendere il sistema dell’abitare più sostenibile, accessibile e coerente con i nuovi bisogni della popolazione.
Sono alcuni dei dati che emergono dal report sull’edilizia e sulla domanda abitativa nell’Isola, realizzato da Nomisma, che saranno presentati e discussi nell’iniziativa regionale pubblica organizzata da Confartigianato Imprese Sardegna e Anaepa Edilizia Confartigianato, dal titolo “La nuova domanda abitativa come opportunità per le imprese edili artigiane della Sardegna”, in programma sabato 17 ottobre a Olbia, al Blu Marine Conference Center con inizio alle 10.
La giornata verrà aperta dalle relazioni introduttive di Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, e Stefano Crestini, presidente nazionale di Anaepa Confartigianato Edilizia. Seguirà l’illustrazione del dossier realizzato da Nomisma dal titolo “Impatto dei cambiamenti che investono la domanda abitativa in Sardegna. Conoscere la domanda per orientare l’offerta”, con l’analisi di Elena Molignoni, responsabile Area Mercato Immobiliare dell’ente di ricerca.
Lo studio analizza le profonde trasformazioni demografiche, sociali e immobiliari che stanno interessando la Sardegna. Se nei poli urbani crescono le nuove concessioni edilizie, con un +9,4% nel 2025, e aumenta l’efficienza energetica degli edifici, nei comuni delle aree interne avanzano invece lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione, insieme a un’elevata presenza di alloggi vuoti e in condizioni di degrado.
Contemporaneamente, il boom dell’extra-alberghiero e degli affitti brevi nelle aree costiere riduce l’offerta di abitazioni destinate alla residenza stabile e contribuisce a spingere verso l’alto i canoni di locazione.



















