“La USB esprime piena solidarietà al direttore di un giornale cui è stato impedito il proprio mestiere, quello di giornalista!
Abbiamo appreso che il 6 di Ottobre si è tenuto, presso la Fondazione Banco di Sardegna un convegno riguardante le “fake news” provenienti da Mosca anzi dallo stesso Putin. Convegno che a quanto pare si trasforma in una sorta di russofobia.
Sempre stando a quanto appreso, in sala è presente un giornalista (accreditato all’albo) che desidera fare alcune domande alla relatrice, si tratta di Simone Spiga che rivolge domande “scomode” per la relatrice, alle quali decide di rispondere in modo evasivo o non rispondere affatto e fin qui ci sta, ognuno è libero di o non rispondere alle domande che gli vengono poste, quel che è grave è il fatto che lo stesso Simone Spiga viene allontanato, in malo modo, non solo dal “servizio d’ordine” predisposto da chi ha organizzato il convegno ma dalla Digos.
Un organo dello Stato che impedisce ad un giornalista di fare informazione; Informazioni che possono essere, a volte non piacevoli, anzi non consoni a quelli desiderati dal nostro governo ma pur sempre informazioni. Il resto, tutto il resto si chiama censura.
In questo convegno si parlava di “fake news” provenienti dalla Russia, alla prova dei fatti, noi deploriamo il comportamento della Digos che cerca di mettere il bavaglio ad un giornalista, che può o non piacere, si sente libero di esprimere il proprio dissenso. Speriamo che anche l’Ordine dei Giornalisti esprima la propria opinione. Solidarietà a Simone Spiga. Solidarietà al libero dissenso”, afferma in una nota l’Usb.






















