Un fatto vergognoso ha coinvolto, nella serata di ieri, il giornalista Simone Spiga, vittima di un grave tentativo di censura da parte delle forze dell’ordine durante uno dei tre appuntamenti dedicati all’Ucraina presso la sede della Fondazione di Sardegna e patrocinati dal Comune di Cagliari e dalla Regione Sardegna.
“Siamo vicini e solidali a Simone Spiga, giornalista libero e schietto, da sempre impegnato per la libertà d’opinione e di stampa e che ieri ha subito una vera e propria limitazione alla libertà di stampa da parte di due agenti della Digos della Questura di Cagliari che hanno cercato di impedirgli di fare il suo lavoro liberamente”, scrivono in una nota Manuel Cherchi e Inna Bakhman.
“Strattonamenti e spintoni ad un giornalista sono un fatto che supera ogni tollerabile dialettica, ancora più grave che sia avvenuto durante una conferenza pubblica e aperta a tutti, il giornalismo dovrebbe essere tutelato in primis dalle forze dell’ordine”…”Lanciamo l’appello all’Ordine dei Giornalisti della Sardegna che esprima una netta posizione contro i tentativi di censura in atto e lo stesso appello lo rivolgiamo al Sindacato dei giornalisti. La Democrazia è in pericolo e se anche la stampa deve finire sotto le pressioni dei guerrafondai ucraini e delle forze di polizia, vuol dire che si è raggiunto un livello oltre il quale non è possibile andare”, continua la nota.
“Ogni giornalista ha il diritto di fare domande e di poter raccontare ciò che succede in un evento pubblico e le pressioni della Digos sono un fatto che limita fortemente il lavoro giornalistico, siamo solidali con Simone Spiga e con Report Sardegna 24, perchè la libertà di stampa deve essere un pilastro nella democrazia italiana”, concludono Cherchi e Bakhman.

















