Telefoni isolati, pagamenti elettronici rifiutati, radio-taxi fuori servizio, persino i numeri dell’emergenza, 118 e 112, sono diventati a tratti irraggiungibili a Genova.
È l’effetto a catena dell’attentato incendiario che venerdì mattina ha colpito uno dei punti nevralgici della rete di telecomunicazioni di Genova: sotto il ponte San Giorgio qualcuno ha dato fuoco a una condotta nella quale passano i cavi della fibra ottica.
Un incendio che nelle prime ore poteva sembrare un guasto o un rogo accidentale si è trasformato rapidamente in un’indagine della Procura di Genova per danneggiamento con finalità di terrorismo.
A bruciare è stata una condotta contenente cavi FiberCop, parte dell’infrastruttura della fibra ottica che serve Genova, con collegamenti che interessano anche il Levante genovese e il Basso Piemonte.
È proprio sulla dinamica dell’incendio che si concentra ora una parte decisiva dell’inchiesta. Le tracce di liquido infiammabile trovate sul posto hanno portato gli investigatori a escludere la pista del semplice incidente e ad aprire il fronte dell’azione deliberata.




















