Sono “giorni decisivi” per il futuro industriale di Portovesme, in particolare per il futuro dell’ex Alcoa: da un lato il Mimit ha incontrato nuovi player interessati allo stabilimento (Metlen e altri) e dall’altro c’è stato lo sblocco “condizionato” dell’autorizzazione integrata ambientale che la Provincia ha concesso all’attuale proprietà, dopo mesi di sospensione.
Lo sblocco dell’Aia per Fiom, Fsm e Uilm “non è una buona notizia; non lo è per la scarsa fiducia più volte dimostrata nei confronti della SiderAlloys, della gestione in questi lunghi otto anni, in cui si sono sperperate risorse pubbliche, senza dare la minima parvenza che faccia da preludio ad una fantomatica ripresa produttiva – sottolineano le tre segreterie territoriali in una nota – I numeri degli occupati ne sono la dimostrazione e parlano chiaro: nell’ottobre del 2023 gli occupati diretti erano oltre 120, più un altro centinaio degli appalti impegnati in numerose lavorazioni, numero comunque, ben al di sotto di quanto previsto nel piano industriale non rispettato dalla SiderAlloys, oggi in fabbrica, ci sono meno di 70 dipendenti perlopiù in cassa integrazione, diversi dei quali a zero ore.
Molte delle aziende che operavano in appalto, sono ancora in attesa di ricevere i pagamenti per i lavori svolti”.
I sindacati sono preoccupati per un ipotetico “smembramento delle celle elettrolitiche” e avvisano: “i metalmeccanici non staranno a guardare, non escluderanno alcuna azione a garantire il rispetto di accordi e legalità, ancor più di quanto fatto sino ad ora”.
Per le tre sigle è “fondamentale a questo punto la posizione dei governi nazionale e regionale, con l’assessorato all’Industria, e la Provincia: prima si troveranno le soluzioni alternative richieste e meno danni si potrà fare al territorio, allo stabilimento e ai lavoratori.
Ma allo stesso tempo si trovino soluzioni anche alle altre vertenze, si punti ad una rapida accelerazione; per l’indotto di Portovesme, ma soprattutto per quello della centrale Enel. Urgenza ancora più marcata per tutti coloro che sono coinvolti negli ammortizzatori sociali oramai in scadenza, siano questi in cassa integrazione o mobilità”.



















