“I registi di ‘Naza’, il film sulla pianificazione dell’orrore perpetrata dall’Idf a Gaza, accolto con 25 minuti di applausi al Festival di Venezia, rischiano l’incriminazione al tribunale militare. Lo aveva già annunciato il ministro messianico Ben Gvir. E adesso anche il capo di stato maggiore dell’Idf, il tenente generale Eyal Zamir, ha ordinato un’inchiesta su quella che viene definita divulgazione non autorizzata di materiale classificato.
Il film “Naza” è accusato di diffondere “calunnie” e gravi false accuse contro soldati e comandanti israeliani. Intanto, il ministro della cultura, ha chiesto che a Yuval Abraham e Rachel Szor venga tolta la cittadinanza israeliana. Un tale trattamento riservato agli autori di un film che ha vinto il Premio speciale della giuria a Venezia è completamente al di fuori di ogni sistema democratico. Abraham e Szor avevano già lavorato alla realizzazione di ‘No Other Land’, premio Oscar come miglior documentario nel 2025.
Quando si tratta dei palestinesi, nello Stato di Israele non si tollera il dissenso, non si tollerano le inchieste, non si tollerano le stesse voci israeliane che denunciano il genocidio a Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania dissociandosi completamente dalle politiche del governo di Netanyahu. In Israele c’è un regime sempre più liberticida”. Lo dichiara Laura Boldini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.





















