In Sardegna se uccidete esseri umani NON siete i benvenuti. Se usate ogni tipo di violenza contro un popolo che si difende NON siete i benvenuti. Se private i palestinesi delle risorse della propria terra, che voi avete sottratto loro, NON siete i benvenuti.
Se uccidete un popolo e lo costringete a vivere in condizioni disumane NON siete, né oggi né MAI sarete i benvenuti!
Come Giovani Comunisti/e Sardegna ci schieriamo senza nessuna ambiguità dalla parte del popolo palestinese. Il 12 settembre, al PalaPirastu di Cagliari, è prevista la partita tra Maxima Roma e Hapoel Tel Aviv, nell’ambito del XVI International Basketball Tournament “City of Cagliari”.
La partecipazione della squadra israeliana è stata ufficialmente confermata dagli organizzatori e dalla FIP Sardegna, dando seguito ad una scelta inaccettabile. Inaccettabile invitare alla partecipazione una squadra proveniente da un paese che stermina migliaia di persone ogni giorno e porta avanti morte, distruzione e bagni di sangue!
Non è accettabile che la nostra città di Cagliari venga utilizzata come coperta per coprire i crimini Israeliani e per presentare come ordinario ciò che ordinario non è.
Lo diciamo chiaramente: non è una questione di sportivi israeliani contro sportivi italiani.
È una questione politica. Lo sport sta venendo utilizzato come strumento di sportswashing, per ripulire l’immagine di uno Stato dalle proprie responsabilità attraverso lo spettacolo, i riflettori e la retorica del “grande basket internazionale”; perché nessuno crederà mai che, tra le innumerevoli squadre mondiali, sia una casualità far partecipare proprio loro.
La Palestina non è una parentesi, così come Gaza con lei. Senza dimenticare le vite spezzate, le famiglie distrutte e la sofferenza del popolo palestinese. NESSUNA DELLE COSE CITATE IN PRECEDENZA É O SARÀ MAI SOLO UNA PARENTESI.
E noi non abbiamo intenzione di stare in silenzio.
Come Giovani Comunisti Sardegna pretendiamo l’annullamento della partecipazione dell’Hapoel Tel Aviv al torneo di Cagliari e chiediamo al Comune di Cagliari, alla FIP Sardegna e a tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione di assumersi la responsabilità politica di questa scelta.
Non accettiamo che mentre si parla di pace si continui contemporaneamente a garantire normalità, palcoscenici e relazioni istituzionali a Israele mentre il popolo palestinese continua a subire occupazione, violenza e privazioni dei propri diritti.
Cagliari è città di pace. La Sardegna è terra di lotta contro la guerra, contro il militarismo e contro ogni forma di oppressione. Per questo saremo nelle piazze, fuori dal PalaPirastu e in ogni spazio di mobilitazione insieme a chi chiede libertà, giustizia e autodeterminazione per il popolo palestinese.
Tutte le organizzazioni studentesche, i movimenti, i sindacati, le associazioni, i partiti politici, il mondo dello sport e tutti i cittadini devono mobilitarsi, indipendentemente dall’ideale politico ma per un ideale di giustizia sociale che accomuna tutti.
Non vogliamo normalizzazione ed essere loro complici stando in silenzio.
Il genocidio deve finire! Così come l’occupazione e l’assedio, per il rispetto del diritto internazionale, la libertà del popolo palestinese e la libertà di ogni essere umano ad esistere.
Dei Giovani Comunisti Sardegna






















