“Queste immagini arrivano fresche dall’interno del “Galilei”.
Un aereo da trasporto militare (KAF 343) che imbarca artiglieria pesante. Mentre ci parlano di pace, i fatti dicono altro: armi e munizioni partono quotidianamente dal nostro territorio per alimentare guerre e profitti.
Non facciamoci illusioni sui cambi di governo o sulle finte alternative del “Campo Largo”. Il PD ha già votato l’invio di armi, sostiene la militarizzazione e usa una politica patinata per coprire il vuoto totale sulle questioni reali: salari da fame, contratti bloccati, sanità e scuola al collasso. Cambiano le facce, non le politiche.
Come GAP, conosciamo bene questa logica: la viviamo sulle banchine del nostro porto tra transiti bellici e la minaccia delle concessioni alla Drass per i sommergibili da guerra. Una logistica di morte che dai moli passa alle rotaie, denunciata dalla lotta dei compagni ferrovieri, fino alle piste degli aeroporti civili.
Ma quando la classe lavoratrice si unisce e decide di lottare, non ce n’è per nessuno. L’abbiamo già dimostrato. Il 30 ottobre 2026 scendiamo in piazza per lo Sciopero Internazionale dei Portuali indetto da USB e dai sindacati del Mediterraneo. Noi ci saremo per fermare i porti e bloccare la loro macchina bellica.
Chi ha ancora una coscienza critica alzi la testa: disertiamo la loro guerra”, denunciano gli attivisti livornesi.


















