Oltre 6.500 imprese artigiane al servizio dell’industria delle vacanze.
Rispetto al 2025 sono 610 in più: offrono lavoro a circa 17mila dipendenti. Ma è sempre più difficile trovare personale: è la lamentela del 46 per cento delle aziende.
Nel settore dell’artigianato un’ impresa su cinque è coinvolta, direttamente o con l’indotto, nel mercato turistico regionale.
E’ quanto emerge dall’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, sui dati di ISTAT, UnionCamere, Movimprese , InfoCamere.
L’isola è al quarto posto in Italia per il peso delle imprese artigiane nei settori interessati alla domanda turistica. “I visitatori- commenta Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna -non cercano solo un posto letto, ma l’emozione di un gioiello in filigrana, il sapore di un prodotto agroalimentare autentico o l’unicità di un manufatto in ceramica. Tutte peculiarità che possono trovare nell’artigianato”.
Tra le attività legate alle vacanze e allo svago, quelle manifatturiere e dei servizi rappresentano il principale comparto con 1.408 imprese (21,5%) che comprendono ila produzione di gioielleria e bigiotteria, ceramica e vetro e cornici, la lavorazione artistica di marmo, ferro, rame e altri metalli, la fotografia, i servizi alle persone come ad esempio centri benessere e palestre ed anche i servizi per animali domestici. Seguono 1.400 ristoranti e pizzerie (21,4%) e 410 bar, caffè e pasticcerie (6,3%). C’è poi il trasporto persone che conta 1.131 imprese (17,3% delle imprese artigiane del settore). Seguono le 475 imprese di abbigliamento e calzature (7,3%) Sono oltre 16 mila le assunzioni programmate dalle imprese sarde dei servizi di alloggio, ristorazione e turistici per il trimestre estivo luglio-settembre 2026. Rispetto all’estate 2025, la domanda di lavoro del comparto cresce del +4,4%, “Nonostante una crescita della domanda di lavoro del 4,4%, superiore alla media nazionale, viviamo il dramma di non trovare collaboratori – continua Meloni – sapere che il 46% delle posizioni rischia di restare vacante, principalmente per mancanza di candidati, è un allarme che non possiamo ignorare”.





















