Le Strade hanno nuovamente condotto i Subsonica in Sardegna per trasformare piazza Stagno a Cabras nella loro personale Discoteca Labirinto e raccontare trent’anni di carriera musicale e far toccare alcune delle loro Terre Rare.
File composte per entrare nell’area del concerto, sold out, magliette storiche della band e gruppi di fan arrivati da tutta la Sardegna pronti a intonare ogni singola strofa della canzoni di Samuel & Co.
Un palco solo all’apparenza sobrio: dietro le spalle della band un maxi schermo led per trasmettere messaggi e immagini. Come la gigantesca scritta Subsonica che si è materializzata dopo le prime note di “Senza parole” che ha aperto il concerto.
È stata poi un’immersione in musica, energia, volume e storia della band. E allora ecco Onde quadre, Radioestensioni con la quale la band ha ricordato le radio libere in Sardegna e subito dopo per far scatenare il pubblico Liberi tutti seguita da Depre e Aurora sogna fino a raggiungere il primo brano tratto dal nuovo album Terre rare Radio Mogadiscio.
Le tracce dell’ultimo lavoro sono state evidenziate con video dedicati al viaggio della band in Africa, contro la guerra in Palestina, contro lo sfruttamento dei popoli e ogni forma di intolleranza. “Giusto per dire noi dove stiamo”, ha ribadito Max Casacci sul palco. Il viaggio nella storia dei Subsonica è poi proseguito con Nuova Ossessione, L’eclissi e poi l’unica ballad Lasciati che ha fatto riposare il pubblico prima di farlo nuovamente scatenare con Il tempo in me, da Terre Rare, Nuvole rapide e poi Straniero e Ghibli sempre dall’ultimo album.
Nelle oltre due ore di concerto il pubblico non ha mai smesso di ballare, applaudire e urlare a squarciagola ogni singolo brano, anche quando si avvicinava la fine. E allora la band ha continuato a “pompare” con Grida, Veleno e la storica Discoteca Labirinto.
Conclusione del concerto ancora nel passato con la cover di Up Patriots to arms di Battiato, Transumanesimo, Il Diluvio fino ad arrivare a Tutti i miei sbagli, Strade e Preso Blu dedicata a Michela Murgia. Applausi cori e ancora tanta voglia di ballare nel momento dei saluti con la sicurezza che i Subsonica torneranno ancora in Sardegna perché come hanno detto dal palco “ci sentiamo a casa”, scrive l’Ansa.





















