La denuncia dell’Organizzazione Sindacale FIALS «Il CAS Centro Accoglienza Servizi e l’HUB oncologico regionale sono al collasso. Invece di tutelare il servizio pubblico, si assiste al suo smantellamento a favore del privato», scrive Giampaolo Cugliara, Segretario Provinciale della Fials.
“Giungono sempre più numerose e preoccupate alla nostra Organizzazione Sindacale le segnalazioni di pazienti e utenti che, recandosi all’Ospedale Oncologico “Armando Businco” di Cagliari per informazioni, disbrigo di pratiche amministrative, rilascio di esenzioni o per l’avvio della presa in carico, trovano i cancelli e le porte sbarrate.
La situazione sanitaria all’interno dell’ARNAS Brotzu si fa ogni giorno più critica. A fare le spese di questo progressivo degrado è oggi il C.A.S. (Centro Accoglienza Servizi): il primo servizio di presa in carico per il paziente oncologico nato in Sardegna che, dopo 6 anni di attività fondamentale, si vede costretto a bloccare le attività del front-office a causa della totale assenza di personale amministrativo.
La chiusura del front-office al C.A.S. sta creando pesantissimi disagi a cittadini e famiglie già provati dalla malattia. Senza questo presidio, i pazienti si trovano privi di orientamento nel momento più delicato: quello dell’accesso ai Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) e della programmazione di tutti gli esami necessari alla stadiazione della patologia tumorale.
L’Ospedale Businco è l’HUB di riferimento regionale per le patologie oncologiche. La grave e cronica carenza di personale che colpisce indistintamente infermieri, OSS e amministrativi in tutti i reparti unita alla crescita costante della domanda di cure e dei nuovi casi di malattia, sta mettendo a dura prova la tenuta dell’intero sistema. Il rischio concreto è che si giunga a breve alla chiusura di diversi reparti o servizi, se non addirittura alla paralisi dell’intero nosocomio. Per questa Organizzazione Sindacale lo scenario attuale non è una sorpresa, ma la conseguenza ampiamente prevedibile di scelte passate mai corrette. Correva l’anno 2015 quando gli ospedali Microcitemico CAO e l’Oncologico Businco vennero incorporati nell’Azienda Brotzu, dando avvio a un progressivo depauperamento di risorse. Incrociare realtà con “mission” completamente differenti si è rivelato un errore strutturale: il Brotzu è incentrato sull’emergenza-urgenza, mentre l’Oncologico e il Microcitemico lavorano sul paziente cronico e sull’attività programmata. In un sistema così strutturato, l’emergenza-urgenza finisce inevitabilmente per assorbire la quota maggioritaria delle risorse umane ed economiche, lasciando che la gestione della cronicità e dell’oncologia soccomba, con conseguenze drammatiche per i pazienti.
Di fronte a questa deriva, questa Organizzazione Sindacale chiede conto alla Dirigenza e alla Politica regionale: dove sono le risposte? Assistiamo al lento e silenzioso smantellamento della sanità pubblica a tutto vantaggio del settore privato.
In campagna elettorale erano stati presi impegni solenni davanti ai cittadini sardi per risolvere i nodi della sanità. Oggi, invece, ci troviamo con un Assessorato alla Sanità gestito tramite delega ad interim dalla Presidente della Regione, la quale dimostra nei fatti l’impossibilità di gestire adeguatamente un settore complesso che assorbe oltre il 60% del bilancio regionale e che richiederebbe una guida tecnica e politica a tempo pieno.
Chiediamo con urgenza un intervento immediato da parte della Regione e della Direzione Generale dell’ARNAS Brotzu per:
Ripristinare con urgenza il personale amministrativo assegnato al C.A.S. per riaprire immediatamente il front-office al pubblico;
Sbloccare un piano straordinario di assunzioni per coprire le piante organiche di infermieri, OSS e amministrativi in tutti i reparti del Businco e Microcitemico;
Garantire la piena operatività dell’HUB oncologico, tutelando il diritto alla salute dei cittadini sardi e la dignità dei lavoratori della sanità pubblica.
In assenza di risposte rapide e concrete, l’Organizzazione Sindacale avvierà tutte le azioni di protesta e mobilitazione necessarie a tutela dei pazienti e dei lavoratori”, conclude Giampaolo Cugliara della Fials.



















